Nuovi italiani Legge e paure

Nuovi italiani
Legge e paure

In Italia vivono almeno 800 mila studenti sotto i 18 anni (25 mila nella Bergamasca) che parlano italiano, hanno amici italiani, hanno appreso gusti e abitudini italiane. C’è addirittura chi parla con le inflessioni dialettali del luogo di residenza. Eppure restano stranieri. La legge in vigore che regola la concessione della cittadinanza è del febbraio del 1992 e si basa sul principio dello «ius sanguinis» (diritto di sangue), prevedendo tre modalità di acquisizione: per naturalizzazione, per matrimonio e per nascita (se si ha almeno un genitore italiano, da cui il «sanguinis»). Nel primo caso la cittadinanza può essere concessa dopo dieci anni di residenza ininterrotta sul territorio nazionale; nel secondo a uno straniero che sposa un cittadino italiano dopo una residenza di due anni dal matrimonio.

È invece cittadino per nascita chi è nato da padre o madre cittadini italiani. Se i genitori stranieri sono diventati cittadini italiani, anche il figlio minore convivente lo diventa. In base al principio dello «ius sanguinis», però, se il minore è nato in Italia ma i genitori non sono cittadini italiani, può diventare italiano solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento ha risieduto in Italia «legalmente e ininterrottamente», pur essendo nato in Italia e vissuto qui dal giorno della nascita.


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