Poveri e mercato troppo libero

Poveri e mercato
troppo libero

In Italia l’anno scorso 453 mila bambini hanno mangiato grazie ai pacchi alimentari che qualcuno ha preparato e donato. E non si tratta nemmeno della metà dei bambini in povertà assoluta. Per gli altri in pratica non c’è nulla e crescono malnutriti, ammalati, non vanno a scuola, non giocano. L’indifferenza verso di loro della società e della politica è impressionante. Sono poveri perché mancano beni essenziali, lo stretto indispensabile per una vita dignitosa. Anche a questi numeri si riferiva ieri Papa Francesco quando celebrando la terza Giornata mondiale della povertà ha detto, dopo aver visto alcune statistiche sulla povertà, che «l’indifferenza della società nei loro confronti fa davvero soffrire». Eppure questo doveva essere un anno bellissimo, perché nel mondo si sarebbe finalmente invertita la rotta e i poveri diminuiti, e in Italia con il Reddito di Cittadinanza la povertà sarebbe stata vinta e battuta.

Fine della povertà come fine della storia e dell’ultimo uomo, celebre titolo di un libro che conteneva una bufala grande come una casa, scritto e celebrato sulla scia dell’euforia per la caduta del Muro di Berlino 30 anni fa e del comunismo che andava a rotoli lasciando finalmente via libera al mercato senza vincoli e alla prosperità per tutti. Le statistiche che hanno impressionato Bergoglio raccontano tutt’altro e oggi ci sono più poveri a livello globale, più lavoratori che hanno dovuto accontentarsi di stipendi più bassi e più cittadini che hanno visto servizi tagliati dagli Stati.

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