Quante crepe nel governo Conte
Da sinistra: Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giuseppe Conte (Foto by ansa)

Quante crepe
nel governo Conte

Il governo di Giuseppe Conte è come uno specchio crepato che potrebbe andare in frantumi da un momento all’altro. La riforma della giustizia, il decreto Sicurezza bis, la Tav. Di giorno in giorno la crepa si allarga per via delle divergenze tra Lega e Cinque Stelle, ormai agli opposti su quasi tutto. Lo specchio riflette l’immagine non del premier ma di Matteo Salvini, che si annuncia il mattatore di quest’estate politica, tra piazze di popolo e piazze digitali. Ieri al Senato è andato in scena l’ennesima spaccatura. L’hanno rappresentata plasticamente il vice ministro dell’Economia, il leghista Massimo Garavaglia, e il sottosegretario alla Presidenza, il grillino Vincenzo Santangelo.

Il primo ha invitato i senatori a votare a favore della Tav. Il secondo, visibilmente interdetto per non aver avuto la parola prima del collega, ha invitato l’aula ad attenersi al programma di governo, cioè a non votare per la ripresa dei cantieri Torino-Lione. Non c’è più una maggioranza dentro l’esecutivo, ma almeno due, di cui una preponderante e una in continua ritirata, per non parlare del terzo pilone, quello dei «pompieri» Conte e Tria, in continua fibrillazione per il tentativo di fermare la crepa.


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