Scuola e salute Ripensare le priorità
Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina

Scuola e salute
Ripensare le priorità

Mai come in questi ultimi tempi la sanità e la scuola sono state al centro dell’attenzione di tutti i mass media e del dibattito politico. La pandemia virale, prima con le drammatiche conseguenze in termini di vite umane e poi con gli effetti inediti sulla società intera, con la chiusura prolungata delle scuole, ci ha d’un tratto fatto riscoprire ciò che è veramente essenziale per tutti noi, indipendentemente dalle idee, dai credi e dalle posizioni nella società. Insieme al lavoro, sanità e scuola rappresentano la triade che scandisce i tempi della nostra esistenza. Sul lavoro è opportuno, come suggerito da molti, aprire davvero a un approccio che abbracci, dentro le diversità, una dimensione più universale e meno corporativa. Sulla sanità e in particolare sulla scuola alcune considerazioni meritano di essere svolte come preambolo alla necessaria discussione, anche in relazione alle difficoltà che guidano gli attori in campo in vista della stagione autunnale.

Osserviamo come nella nostra società la domanda educativa e quella sanitaria si concentrino rispettivamente nella prima e nell’ultima fase della vita di una persona. Sono, se vogliamo, i momenti più delicati dell’esistenza e qui si vede la capacità delle Istituzioni di tutelare la dignità umana. Cosa c’è infatti di peggio del non poter offrire un adeguato livello di istruzione a un bambino, indipendentemente dalle sue condizioni di partenza? E cosa c’è di peggio nel non offrire a una persona anziana le giuste assistenze sanitarie? Certamente questi concetti valgono lungo tutta la vita ma è singolare come questi bisogni primari si concentrino in particolari periodi nell’arco dell’esistenza.

Ora che il virus ha fatto riscoprire la centralità della dimensione sanitaria e di quella educativa alcune riflessioni meritano di essere suggerite agli operatori interessati.

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