Se il morbo  contagioso inaridisce la vita

Se il morbo
contagioso
inaridisce la vita

Pubblichiamo l’omelia che il Vescovo di Bergamo ha pronunciato ieri mattina nella Messa celebrata in Cattedrale.
La prima domenica di Quaresima è caratterizzata ogni anno dalla proclamazione del Vangelo delle tentazioni di Gesù. La pagina del libro della Genesi, che ci consegna la narrazione della prima tentazione, quella di Eva e di Adamo e la pagina tratta dalla Lettera dell’apostolo Paolo ai Romani, sono due luci potenti che la illuminano intensamente. All’inizio della sua missione, Gesù viene sospinto nel deserto, dallo Spirito di Dio, quasi dovesse superare una prova iniziatica: in realtà lo Spirito introduce Gesù a quella missione evangelica, che sarà costantemente sottoposta alla tentazione. Non vedremo più in scena il diavolo, come in questa pagina, ma le diverse categorie di credenti o di presunti tali, che metteranno alla prova Gesù, la verità e l’autorità della sua parola, la sua relazione con Dio, lo stile e la modalità con cui lo rappresenta e compie la missione che il Padre gli ha affidato. Ricordiamo la ricerca di Gesù da parte della gente, dopo la moltiplicazione dei pani; oppure la richiesta di segni divini, che corrispondano alle immagini di Dio e del suo Messia coltivate da alcuni gruppi religiosi; o, ancora, le provocazioni da parte di Erode e Pilato riferite alla sua regalità; e infine la tentazione suprema: «Se tu sei veramente il Figlio di Dio, scendi dalla croce».

Anche il discepolo è esposto alle tentazioni a cui è stato esposto Gesù: non sono semplicemente quelle che esprimono la nostra fragilità e le nostre debolezze, ma quelle che mettono alla prova la nostra fede e il modo stesso di essere cristiani, discepoli di Gesù.

Interessante è riconoscere i luoghi delle tentazioni: quella di Eva e Adamo avviene nel giardino più bello del mondo, quelle di Gesù, nel deserto arido e senza vita. Dunque non c’è condizione in cui non siamo esposti alla tentazione. Certamente il deserto rappresenta la vita nei momenti più difficili, sofferti, impegnativi: si tratta di quei momenti in cui si dileguano i punti di riferimento, le certezze, le sicurezze che normalmente rassicurano i nostri giorni. Un evento sconvolgente, un periodo oscuro, l’esperienza di relazioni difficili e dolorose. È il deserto, spesso accompagnato dalla sensazione di solitudine e di abbandono.

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