Un uomo di mare, coraggio e dovere
Aurelio Visalli (Foto by Ansa)

Un uomo di mare,
coraggio e dovere

Gli eroi non sono santi, non hanno bisogno di morire per essere proclamati eroi. Aurelio Visalli, il secondo capo della Guardia Costiera morto annegato nel mare di Milazzo mentre stava cercando di soccorrere due ragazzini in difficoltà, è uno di questi. Lo ha detto con parole semplici e toccanti il fratello minore Roberto, con una lucidità che ci commuove e ci sgomenta: «Mio fratello era un eroe già da vivo. Penso che ogni persona che si sveglia la mattina per compiere il proprio dovere affrontando tanti sacrifici debba essere considerato un eroe». La Guardia Costiera piange uno dei suoi uomini migliori. Un uomo buono, professionale e protettivo, sorridente e disponibile con tutti, come ha lo ricordato il padre in lacrime. Un uomo di mare.

Gli uomini di mare sanno che quella distesa infinita d’acqua può trasformarsi in una tempesta mortale, ne conoscono i pericoli sin dai primi approcci, imparano a rispettarlo, a temerlo, a studiarne le previsioni meteorologiche. Intervengono sempre con prudenza, conoscendo i limiti e i pericoli dell’intervento, che è ciò che distingue un professionista da un dilettante. Ma i guardiacoste hanno anche il senso della loro missione.

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