Un uomo solo sfida le tenebre sul mondo

Un uomo solo sfida
le tenebre sul mondo

Resterà nella memoria del nostro popolo e dell’umanità l’immagine inedita della piazza di San Pietro deserta, venerdì al tramonto di una giornata che appare come il crepuscolo di una nuova epoca, il vespro di una Chiesa che veglia sul mondo perché non si spenga l’esile fiamma della speranza. Soltanto il Papa e monsignor Marini, il maestro delle cerimonie che lo accompagna come l’ombra. E sopra i due, l’ombra di cupe nuvole che scaricano una pioggia primaverile a rendere lustri i sanpietrini in cui si specchiano le luci del colonnato del Bernini.

Un’immagine inquietante non ripresa dagli smartphone dei pellegrini e condivisa attraverso i social media, ma rilanciata sugli schermi di tutte le case dalle dirette televisive.

Quasi una proiezione di quell’immagine sul mondo, Papa Francesco evoca «fitte tenebre [che] si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti». È il venerdì della quarta settimana di Quaresima, ma siamo già al Venerdì Santo, quando le «fitte tenebre» avvolgono la terra mente Gesù muore in croce. E resta l’attesa dell’alba di Pasqua.

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