Vaccini, lezione
dalla foresta

Talvolta gli indigeni danno lezioni ai filosofi e anche alle professoresse di lettere antiche. E che lezione! Lo ha fatto un ragazzo di 24 anni, di nome Tawy, che per far vaccinare il padre di 67 anni se lo è messo in spalla e ha attraversato a piedi nudi la foresta del Parà fino a raggiungere l’avamposto vaccinale che i medici avevano allestito in mezzo alla foresta amazzonica. Una storia che sembra tratta da un romanzo di Kipling e invece risale allo scorso anno. Sei ore di marcia all’andata e sei ore al ritorno. Nemmeno Enea con il genitore Anchise aveva scarpinato tanto fuggendo da Troia. Chissà se la professoressa di Greco e di Latino di Crema, sospesa dalla cattedra in quanto no vax, ha letto questa notizia riflettendoci sopra. Magari sarebbe stata indotta a cambiare idea, o quanto meno a rinunciare a ripetere per difendersi le citazioni da spirito di patata di un intellettuale no vax che faceva a sua volta ironia sul «sacro siero».

Vaccini, lezione dalla foresta
Tawy, per far vaccinare il padre di 67 anni, se lo è messo in spalla e ha attraversato a piedi nudi la foresta del Parà fino a raggiungere l’avamposto vaccinale che i medici avevano allestito in mezzo alla foresta amazzonica

Il «sacro siero», ovvero il vaccino, gentile professoressa, salva vite umane ed evita ricoveri e terapie intensive. Se è vero, come dicono i numeri, che almeno in sette casi su dieci negli ospedali le rianimazioni accolgono i no vax (ma in alcune strutture sanitarie si arriva a nove su dieci).

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