Azzano dice addio al Cavalier Nino Scarpellini, una vita dedicata all’arte del restauro

Lutto. Aveva 86 anni. I funerali martedì 22 novembre alle 10 nella chiesa parrocchiale di Colognola.

Per oltre mezzo secolo si è dedicato anima e corpo all’arte del restauro. La sua missione è sempre stata quella di valorizzare i manufatti che gli venivano affidati, riportandoli ai fasti di un tempo. E ora il mondo della cultura orobica ne piange la scomparsa: il Cavaliere del lavoro Giacomino Scarpellini (detto Nino) è morto nella notte tra venerdì e ieri nella sua casa ad Azzano San Paolo. Aveva 86 anni. Lascia la moglie Lorenza e i tre figli: Osvaldo, Alessia ed Emanuel. Nato il 31 agosto nel 1936 a Colognola, ha iniziato a lavorare presto. A 12 faceva il falegname. Una lunga gavetta in diverse botteghe del territorio gli ha permesso di formarsi come professionista del restauro ligneo. Nel 1966 Nino si è messo in proprio, aprendo la sua attività – chiamata appunto «Restauro Ligneo» – in via Rampinelli a Colognola. Poi, nel 1975, ha spostato il laboratorio ad Azzano San Paolo, all’interno della casa in cui è andato a vivere. In questi corridoi ha contagio Alessia ed Emanuel con la passione per il restauro, tramandando ed insegnando loro il mestiere. E quando per Nino è arrivato il tempo della pensione sono stati proprio i due figli, cresciuti a pane e cornici da sistemare, a raccoglierne il testimone.

«Uomo d’arte e cultura, papà è stato un grande maestro: preciso, esigente e professionale, ci ha sempre ripetuto che la qualità non ha prezzo – ha raccontato Emanuel –. Ricordo un restauro a sei mani, fatto con lui e Alessia a una Pietà custodita nella chiesa di San Vigilio in Città Alta. Nel 2016, quando papà ha compiuto 80 anni, abbiamo deciso di fargli una sorpresa e come regalo ci siamo attivati per restaurare la sagrestia della chiesa parrocchiale di Colognola, comunità che ha sempre frequentato. Quell’anno, oltre al suo compleanno, si festeggiavano altri due anniversari significativi: il 50° della fondazione della chiesa nonché il mezzo secolo di vita del laboratorio di papà». Il parroco di Colognola, don Francesco Poli, ha raccontato che «Nino, nonostante abitasse ad Azzano San Paolo, s’è sempre considerato uno di noi. Essendo cresciuto in oratorio, era molto legato alla dimensione parrocchiale. Faceva parte a tutti gli effetti della comunità di Colognola: partecipava a diversi progetti, era attento al quartiere e, finché la salute glielo ha permesso, veniva a Messa. Lo ricordo come una persona semplice, capace di sperimentare in profondità, grazie alla sua competenza e abilità, la dimensione dell’arte e della cultura. Era molto legato al Vangelo. Ed una era una persona precisa, attenta a ogni singolo passaggio dell’operazione del restauro. Anche nelle visite degli ultimi giorni, mi è apparso lucido e operativo».

I familiari di Nino raccontano di una morte serena, avvenuta durante il sonno, alle prime luci dell’alba. I funerali saranno celebrati martedì alle 10 nella chiesa parrocchiale di Colognola, in via San Sisto. La camera ardente è allestita nell’abitazione in via Morlani 11, ad Azzano San Paolo.

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