Bimbi ricoverati, si amplia la Casa di Leo

Il progetto Dieci nuove camere, due bilocali, un trilocale, palestra e locali di servizio per le famiglie dei pazienti del Papa Giovanni: intervento da 5 milioni.

Dieci nuove camere, due bilocali e un trilocale per raccogliere le tante richieste di aiuto che arrivano, sempre più numerose, dal territorio. A Treviolo la Casa di Leo è pronta ad ampliarsi: c’è il progetto e c’è anche una prima bozza di crono-programma; lavori al via nel 2022 e inaugurazione dell’ampliamento entro il 2024.

Venti richieste alla settimana

La struttura di via Aldo Moro, inaugurata il 13 gennaio 2018, accoglie insieme alle loro famiglie i bambini in cura all’ospedale Papa Giovanni XXIII che soffrono di malattie rare o oncologiche, oppure che aspettano o hanno appena ricevuto un trapianto di organi. Alla Casa di Leo restano in media un mese, il tempo necessario per il percorso di cura in ospedale, ma ci sono casi di famiglie che soggiornano anche per due o tre anni.

«Qui le famiglie sono seguite anche a livello psicologico; sono persone spesso in difficoltà, anche economica, che nel 30% dei casi arrivano dall’estero, e alle quali cerchiamo di dare innanzitutto un po’ di serenità, accompagnandole in un percorso di sostegno in stretta relazione con l’ospedale»

Attualmente la capacità della struttura è di cinque stanze, ognuna delle quali può accogliere una famiglia di quattro persone, «ma riceviamo fino a 20 richieste alla settimana», spiega Michele Morgen, papà di Leo e oggi tra i 140 volontari dell’associazione Eos Aps che gestisce la comunità. «Qui le famiglie sono seguite anche a livello psicologico – racconta –; sono persone spesso in difficoltà, anche economica, che nel 30% dei casi arrivano dall’estero, e alle quali cerchiamo di dare innanzitutto un po’ di serenità, accompagnandole in un percorso di sostegno in stretta relazione con l’ospedale».

La crescita esponenziale delle richieste di accoglienza, dovuta in gran parte anche al fatto che l’ospedale di Bergamo è sempre più un punto di riferimento per la cura di gravi malattie pediatriche in Italia e nel mondo, ha quasi «costretto» l’associazione a guardare oltre la residenza inaugurata quattro anni e mezzo fa: il primo tassello del progetto «Leo diventa grande» è stato messo nel 2021, con l’acquisizione del terreno di circa 5mila metri quadrati adiacente alla casa, dove sorgerà la nuova ala, molto più grande e attrezzata, disposta su tre piani (di cui uno interrato) e realizzata con materiale eco-sostenibile, in classe A energetica e sismica, come previsto dal progetto dell’architetto Fabrizio Viola.

Un’area di cinque volte più ampia

Rispetto ai 500 metri quadrati odierni (di cui un centinaio solo di cortile), la nuova struttura sorgerà su un’area cinque volte più ampia: oltre alle 10 camere in più, troveranno spazio due bilocali, un trilocale, tre aule di laboratorio, una palestra, una lavanderia, una sala riunioni, più magazzini, locali di servizio e autorimesse. Sarà lasciato ampio spazio a materiali come il legno e il vetro, e ci sarà una scala esterna di collegamento tra il pianterreno e il primo piano che, all’occorrenza, potrà essere utilizzata come tribuna per eventi all’aperto.

Dialogo col territorio

La Casa di Leo continuerà infatti ad accogliere iniziative di gruppi e scolaresche, in un dialogo con il territorio che c’è sempre stato e che andrà rafforzandosi ulteriormente anche dopo l’ampliamento.

«L’ampliamento si è reso possibile grazie alla collaborazione con tante altre associazioni, ma ora è il momento di chiedere un sostegno a tutta la comunità, perché continui ad essere presente su questo progetto»

«La Casa di Leo continuerà ad essere una casa della comunità – dice ancora Michele –, non di una famiglia o di un’associazione. L’ampliamento si è reso possibile grazie alla collaborazione con tante altre associazioni, ma ora è il momento di chiedere un sostegno a tutta la comunità, perché continui ad essere presente su questo progetto».

L’appello agli imprenditori

Un appello agli imprenditori bergamaschi (e non solo) sarà rivolto il prossimo 4 maggio nel corso di una serata al teatro Sociale di Città Alta, in cui sarà svelato il progetto. Il sogno dell’associazione e dei suoi 140 volontari – destinati a raddoppiare al termine dei lavori – è di riuscire a inaugurare la nuova struttura entro il 2024: per farlo serviranno tante donazioni. Il costo per la realizzazione del progetto è stimato in circa 5 milioni e mezzo di euro, che l’associazione Eos Aps proverà a raccogliere anche attraverso la partecipazione ai bandi delle fondazioni; i primi 400mila euro arriveranno grazie a un contributo inserito nella Legge di Bilancio 2022. Un altro appuntamento utile per sostenere il progetto è in programma l’8 maggio a Treviolo; è una camminata non competitiva alla quale sono attesi tra i 1.000 e i 1.500 partecipanti; il «Percorso di Leo», questo il nome dell’iniziativa, si snoderà lungo tre tracciati di 6, 12 e 18 chilometri tra Treviolo e Bergamo.

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