«La casa di Leo» diventa ancora più grande per le famiglie con bimbi in ospedale

LA PRIMA PIETRA. Posata nella mattinata di sabato 25 novembre per l’ampliamento della casa di Treviolo che accoglie famiglie di bambini ricoverati per lunghi periodi all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

Il 25 novembre rimarrà per sempre una data storica per tutti i volontari de La casa di Leo: si è infatti svolta in mattinata la cerimonia della messa in posa simbolica della prima pietra del progetto «Leo diventa grande» che, entro la fine del 2024, vedrà pronta la nuova area dell’ampliamento della struttura e delle disponibilità di questa realtà a Treviolo.

La Casa di Leo è una struttura, inaugurata il 13 gennaio 2018, che si prefigge lo scopo di accogliere le famiglie che hanno figli affetti da patologie gravi o rare, che necessitano di lunghi periodi di ospedalizzazione presso il vicino ospedale Papa Giovanni di Bergamo. La struttura è intitolata al giovane Leonardo Morghen, nato nel 2005 con una rarissima e tuttora sconosciuta malattia che l’ha visto, in compagnia della mamma Susanna Berlendis e con il papà Michele Morghen, affrontare lunghe trasferte, prima in Italia, poi in Europa e infine negli Stati Uniti, a Columbus in Ohio, per affrontare particolari tipi di cure. Purtroppo nonostante il costante intervento dei medici e dell’amore della sua famiglia il piccolo Leo è volato in cielo all’età di 10 anni, lasciando però un’eredità importantissima.

«La casa di Leo» si amplia

Yuri Colleoni

Grazie alla sua storia, infatti, papà Michele e mamma Susanna hanno dato vita alla «casa» che porta il nome del piccolo, con lo scopo di dare un aiuto concreto a quelle famiglie che, come la loro, necessitano di questi spostamenti per ricevere cure e assistenza. Ad oggi «La casa di Leo» ha ospitato più di 180 famiglie, per un totale di oltre 250 ingressi: grazie a questo nuovo ampliamento del progetto «Leo diventa grande» si passerà dalle attuali 5 camere a un totale di 15, a cui si aggiungono tre appartamenti autonomi per i casi che richiedono un maggiore isolamento per quanto riguarda le cure dei piccoli pazienti.

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