(Foto di Bedolis)
L’ULTIMO SALUTO. I funerali di Grigore Tomoiaga, il 26enne di origine romena deceduto venerdì scorso dopo un incidente in moto.
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Bergamo
Una liturgia funebre unica, che ha alternato il classico cerimoniale cattolico in italiano a preghiere e musica in romeno, quello con cui la famiglia ha voluto salutare Grigore Tomoiaga, per tutti «Alin».
Il ventiseienne, di origini romene ma residente a Martinengo, ha perso la vita venerdì scorso, intorno alle 18, in un tragico schianto in moto in via Rosa, all’altezza di via Capitanio. Ad accogliere i molti amici, stretti nel dolore attorno alla madre di Alin, a suo fratello minore e a sua sorella maggiore, la chiesa parrocchiale di Sant’Anna in Borgo Palazzo a Bergamo.
«Mi capita, in casi come questo, di celebrare il funerale di una persona che non conoscevo – ha raccontato il parroco, don Angelo Domenghini, nell’omelia –. Eppure, attraverso il mio ministero e la famiglia, io e il defunto ci avviciniamo, si crea empatia. Lo stesso è successo con te, Alin, con cui ho avuto modo di passare mezz’ora da solo, alla casa del commiato, e da cui ho imparato molto. Sulla Romania e sulla tua città natale, nel Nord, vicino all’Ucraina».
A contornare l’altare una cascata di fiori bianchi, quelli che hanno riempito in questi giorni la casa del commiato di via San Bernardino, donati «da chi ha amato Alin e ha avuto la fortuna di incontrarlo sulla sua strada, come insegnanti e compagni di scuola, ma anche tanti altri nomi che si leggono sulle corone floreali», come ha osservato don Domenghini.
Fiori bianchi, come bianchi erano i palloncini che la famiglia ha lasciato volare verso il cielo al termine della cerimonia, in un ultimo gesto di saluto.
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