Non solo carpe, sul lago d’Endine impazza il luccio
IL FENOMENO. La pesca dei piccoli «squali lacustri» dalle barche richiama appassionati da tutto il Nord Italia. Il record da battere: 12 chili e 120 centimetri di lunghezza.
Sul lago d’Endine si chiude il primo mese dalla riapertura della pesca (sempre sportiva) al luccio, ripresa dopo la pausa di due mesi - tra il primo febbraio e il 31 marzo - che serve alla popolazione degli «squali lacustri» per completare il proprio ciclo riproduttivo.
Quasi ogni giorno ormai, da riva si possono scorgere piccole imbarcazioni sull’acqua, e sopra le imbarcazioni i pescatori e le canne da cui pendono le lenze. Catturare i lucci è un’attività diurna, per la quale il lago gode di un’ottima fama, anche se non allo stesso livello di quella legata alla pesca alla carpa, riconosciuta in tutta Europa: il luccio attira in zona un gran numero di appassionati provenienti per lo più dal Nord Italia.
Le stime dicono che i pescatori che gravitano sull’Endine ammontano tra i 2.000 e i 2.500 in totale (i dati del 2025 sono ancora in fase di elaborazione), con un centinaio di «aficionados» locali. Questo, almeno, è il numero dei tesserini annuali «segnacatture» che di solito vengono richiesti: si tratta di un libretto obbligatorio per praticare la pesca sul lago, che dal 2023 è gestita dalla Fipsas e dalla convenzionata Associazione Pescatori di Bergamo tramite l’associazione temporanea di scopo (Ats) «Lago d’Endine».
I tesserini
La maggior parte di chi li richiede è dedita alla pesca del luccio o di altri predatori, come il persico, il persico trota e il siluro, anche se non sono pochi, naturalmente, coloro che si dedicano alla carpa. «Poi bisogna considerare – spiega Omar Sangalli, punto di riferimento locale con il suo negozio di attrezzature da pesca a Ranzanico, l’unico del suo genere nel territorio rivierasco – che circa un 30% ritira il tesserino ma per un motivo o per l’altro non viene a pescare, un 50% pesca saltuariamente e il restante 20% invece torna più volte».
Tra gli appassionati del luccio, buona parte sceglie la pesca in stile «spinning», con un’esca artificiale. Ma c’è anche chi preferisce invece la tecnica «col vivo», un pesce vero come esca. In ogni caso il rilascio del luccio in acqua, dopo averlo ammirato, misurato, fotografato o filmato, è una pratica comune e incoraggiata. «Per me la pesca significa staccare dai ritmi e dalla routine quotidiani – commenta Stefano Frutti, titolare dell’omonima pasticceria a Luzzana – è prendere la mia barchettina per qualche ora, uscire e stare a contatto con la natura. Poi ci sono giorni fortunati in cui l’uscita è prolifica e altri in cui il lago ti manda a casa senza nessuna cattura. Ma questo non conta, l’importante è staccare per un po’. Io e tantissimi altri pratichiamo il “catch and release”, cioè rilasciamo il pesce dopo averlo preso, anche perché c’è il pensiero che un domani potremmo ripescarlo un po’ più grande. È bello, si cerca di battere ogni volta il proprio record. Il mio è di 108 centimetri. È una sfida personale che coinvolge sé stessi, il pesce, il lago».
Le semine
Intanto, nelle acque endinesi, la popolazione dei lucci (italico ed europeo) lancia dei segnali incoraggianti. Le semine compiute negli ultimi anni grazie all’incubatoio di località Prada, a Endine Gaiano, e soprattutto grazie al contenimento del pesce siluro hanno permesso di avvistare molti esemplari di piccola taglia, giovani. «La popolazione dà segni di vitalità – spiega Lorenzo Ziboni, dirigente nazionale della Fipsas e guida dell’Ats “Lago d’Endine” –, significa che l’opera di contenimento del siluro che stiamo portando avanti, con 25 uscite annuali, sta iniziando probabilmente a dare i suoi frutti». Quanto agli esemplari più grossi, questi arrivano anche ai dodici chili di peso e al metro e venti di lunghezza. Di uno di loro, che veniva pescato una decina di anni fa, si ricorda anche il nome, rivela ancora Sangalli: Ray. «Era cieco da un occhio, e quindi, contrariamente al solito, lo si riconosceva con grande facilità».
Intanto gli appassionati di questo tipo di pesca già si stanno preparando alla gara in programma il 24 maggio prossimo: la 7ª edizione benefica della «Pike fiends sul lago d’Endine», manifestazione a coppie da barca, a sostegno di «Cuore di donna». In palio un viaggio per una persona in Irlanda e altri premi in attrezzatura per la pesca al luccio.
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