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Martedì 17 Febbraio 2026
Paoletta Magoni: «Quarantadue anni dopo, l’emozione è ancora oro»
IL 17 FEBBRAIO. A Sarajevo 1984 la prima bergamasca e prima italiana a vincere l’oro olimpico nello sci alpino femminile. «Un minuto e mezzo che racchiude una vita di sacrifici».
La prima bergamasca. La prima italiana. Il primo oro olimpico dello sci alpino femminile azzurro. Paola Magoni – per tutti Paoletta – a Sarajevo 1984 ha scritto una pagina di storia che ancora oggi emoziona. Nata a Selvino il 14 settembre 1964, Magoni conquistò il 17 febbraio 1984 lo slalom speciale ai XIV Giochi olimpici invernali, regalando all’Italia un successo senza precedenti. «Un po’ di orgoglio? Sì – racconta – di aver dato qualcosa ai bergamaschi, e poi alla nazione. Quando sei oro olimpico e sei sul tetto del mondo, in un minuto e mezzo rivivi tutto il lavoro fatto. È un’emozione fortissima, impossibile da descrivere».
«Un po’ di orgoglio? Sì – racconta – di aver dato qualcosa ai bergamaschi, e poi alla nazione. Quando sei oro olimpico e sei sul tetto del mondo, in un minuto e mezzo rivivi tutto il lavoro fatto. È un’emozione fortissima, impossibile da descrivere»
Dietro quel trionfo, però, non c’è solo la gloria. C’è la vita vera, fatta di sacrifici e scelte difficili. Nel 1984 la sua famiglia era una famiglia «normale», come tante. Il padre inizialmente rinunciò a partire per Sarajevo: «Con i soldi del viaggio vi faccio sciare quindici giorni», disse ai figli. Fu la nonna a intervenire, permettendogli di assistere dal vivo alla gara della figlia. «È stato un regalo unico – ricorda Magoni – poter vivere quelle emozioni insieme». Sarajevo, oggi, per lei è «una seconda casa». Un luogo del cuore, tornato a far parte della sua vita anche negli anni successivi e in cui, proprio in questi giorni, è tornata con la mamma.
Alla domanda su cosa serva per diventare campioni, la risposta è chiara: «Determinazione. Bisogna avere un obiettivo nella vita e lavorare per raggiungerlo. Se poi diventa una medaglia olimpica, ancora meglio. Ma già provarci è importante». Una filosofia che oggi Paola Magoni trasmette ai giovani attraverso il Magoni Ski Team, realtà internazionale fondata insieme al fratello Livio, storico allenatore di Coppa del Mondo. Tecnica, preparazione mentale, passione e rispetto: questi i pilastri del loro lavoro. «Lo sci è uno sport individuale quando sei al cancelletto, ma è uno sport di squadra nel percorso che ti porta lì. Senza passione hai già perso».
E guardando al futuro, il sogno resta legato alla famiglia e alla neve: «Mi piacerebbe vedere un nipote arrivare in Coppa del Mondo. Sarebbe la continuità naturale di una famiglia che è nata con gli sci ai piedi».
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