Adesso l’Atalanta che spiazza i rivali
è un camaleonte

Anche una partita noiosa come raramente è capitato di vedere nell’era Gasperini può portare buone notizie. I resti dell’Atalanta, completati da alcuni baby, andati in campo sabato sera all’Olimpico contro la Lazio, redistribuiti in una formazione ridisegnata con alcuni giocatori spostati dal loro ruolo naturale, hanno retto egregiamente il confronto con un’avversaria che lamentava la metà delle assenze patite dai nerazzurri e sulla carta era ovviamente favorita, non fosse che in attacco può schierare quel Ciro Immobile che non sarà un fulmine di guerra ma da anni è uno dei cannonieri più prolifici del panorama italiano.

Adesso l’Atalanta che spiazza i rivali è un camaleonte
Gian Piero Gasperini

Nella circostanza il bomber biancoceleste – ironia del nome che porta – è rimasto praticamente immobile, annullato da Demiral, un difensore sempre più importante nello scacchiere del Gasp. Tra parentesi: ma ci pensate come è strano il destino? Demiral e Romero (anche quest’ultimo passato da Bergamo), due tra i difensori più forti d’Europa, furono praticamente «scaricati» dalla Juve. Ma torniamo all’Atalanta: Gasperini ha rimescolato le carte per necessità – dieci giocatori fuori combattimento tra infortunati, indisponibili e positivi al Covid sono un’enormità – e ancora una volta, da grande stratega qual è, ha sorpreso gli avversari, rendendoli praticamente innocui, capaci solo di colpire un palo. Certo, se nello specchio della porta, sarebbe magari bastato quel tiro di Zaccagni a decidere la partita, ma giustamente gli dei del pallone hanno premiato il cuore, l’impegno e l’intelligenza dei nerazzurri.

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