Anche Lisa entra nel «club» delle ragazze d’oro

Anche Lisa entra nel «club»
delle ragazze d’oro

L’incessante risalita dei contagi ci avvilisce, non solo per quanto minaccia lo sport e i suoi equilibri (ormai è un bollettino quotidiano di positivi e nessuno è immune, dal calcio al ciclismo, per citare due discipline tra le più popolari), ma per le preoccupazioni che alimenta verso il futuro delle nostre vite, come se già non bastassero quelle «ordinarie». Psicologicamente è un bel banco di prova, immaginatevi chi deve combattere di persona con il virus. Ad andar bene si profila una stagione a singhiozzo, quindi tutt’altro che regolare. In ogni sport. Per fortuna la settimana ci ha anche regalato qualche sorriso.

Come il trionfo parigino di Lisa Pigato, che ad appena 17 anni è entrata nella storia del tennis portando a Bergamo il primo titolo in un Grande Slam: la vittoria in doppio con la barlettana Eleonora Alvisi nel circuito Juniores del prestigioso Roland Garros. Da qualche anno le donne stanno firmando l’eccellenza internazionale dello sport bergamasco. Lisa entra così a far parte del club delle ragazze d’oro – chiamiamolo così – accanto alle regine della neve Sofia Goggia e Michela Moioli e alla ginnasta Giorgia Villa. Ci limitiamo al top ma anche altre discipline, come il ciclismo nei giorni scorsi con Martina Fidanza, non scherzano. Non che gli uomini stiano a guardare – Andrea Locatelli si è da poco laureato campione del mondo di motociclismo Supersport – ma non può passare inosservato il tratto rosa che segna il nuovo millennio.

E l’Atalanta – femmina di nome ma maschia nei protagonisti – dove la metti? L’Atalanta è pane quotidiano del nostro lavoro e non c’è giorno che non raccolga consensi. Ora che è in testa alla classifica di Serie A, c’è la gara a coccolarla. Sono diventati tutti tifosi dei nerazzurri e state certi che mezza Italia spinge per un clamoroso, epico scudetto. Un po’ per l’amore che accende il calcio spettacolo di Gasperini, un po’ perché odiano la Juve e dopo nove tricolori di fila non ne possono più. Ma prevale il primo motivo, in questi giorni sottolineato da Arrigo Sacchi («macchina perfetta e coraggiosa») e Gianluca Vialli («mi sarebbe piaciuto giocare nell’Atalanta, fai un sacco di gol»). Forza Atalanta, forza ragazze d’oro, forza sorprese che siete lì dietro l’angolo. Fateci sorridere ancora. Ne abbiamo un immenso bisogno.

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