Il mondo ci guarda: giochiamo bene anche sugli spalti

Ci avviciniamo alla sfida di Champions League con il Manchester United (martedì 2 novembre alle 21), storica per lo stadio di Bergamo, avvolti da un turbine di sentimenti contrastanti che vanno dall’orgoglio e la soddisfazione a un pizzico di preoccupazione. Orgoglio e soddisfazione derivano dalla realtà di una squadra che anche sabato in campionato ha dimostrato di meritarsi la stima e l’ammirazione nazionale, ma anche internazionale, che la circondano. La classifica dell’Atalanta è di nuovo da Champions, nonostante l’emergenza organico che perdura da settimane, e l’inserimento delle seconde linee – i nuovi arrivati in estate – fa progressi incoraggianti. Contro la Lazio i nerazzurri sono parsi in salute e domani sarà una bella guerra con Ronaldo e compagni. Il solo fatto di averli ospiti a Bergamo è una gioia da tramandare ai posteri.

Il mondo ci guarda: giochiamo bene anche sugli spalti

E allora da cosa deriva quel pizzico di preoccupazione? Parte anch’esso da lì, dallo stadio. Il lancio di oggetti durante la partita con i biancocelesti è un campanello d’allarme. Il portiere Reina, colpito in testa da una monetina, si è rialzato e ha continuato a giocare ma resta la gravità di quel comportamento (in attesa che Digos e Scientifica, già al lavoro per analizzare il filmati, riescano a individuare i responsabili) che ci riporta ai momenti turbolenti della tifoseria, momenti che non rimpiangiamo e che tutto sommato durante l’era Gasperini (complice il salto di qualità della squadra) erano diventati una rarità se confrontati con periodi più infuocati vissuti in precedenza. Stiamo parlando di pochi stupidi che non solo rischiano di fare danni ai giocatori in campo e alla società Atalanta, ma vanno a sporcare l’intera immagine di un pubblico civile, che segue la squadra con un attaccamento esemplare, per non dire invidiabile. E non può essere una giustificazione la provocazione di qualche sostenitore avversario (c’è chi ha sentito cori razzisti contro Zapata e già a Genova era stato insultato Ilicic).

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