Il primo tempo  di Roma  per Manchester

Il primo tempo
di Roma
per Manchester

L’Atalanta, per stessa ammissione di tecnico e dirigenti, sta vivendo la straordinaria – in quanto inedita e al contempo elettrizzante per la caratura – avventura della Champions League come una scuola di vita calcistica. E nonostante le due sconfitte con Dinamo Zagabria e Shakhtar Dontesk – o forse proprio grazie ad esse – sta imparando in fretta, a dimostrazione della bontà del piano di lavoro (pluriennale) impostato con Gasperini.

L’Europa impone un calcio veloce, nel pensiero prima ancora che nelle gambe. E in Champions non c’è posto per i brocchi. Il livello medio è già un gradino molto alto se confrontato ai parametri locali e nazionali ai quali eravamo abituati con l’Atalanta del passato. I nerazzurri stanno imparando in fretta – dicevamo – e lo si evince chiaramente dall’approccio alle partite, dalla qualità che era già oltre la misura storica ed oggi rasenta, quando non la esprime in pieno, l’eccellenza. Prendiamo il primo tempo di sabato in casa della Lazio: una meraviglia. Un ritmo di gioco e una capacità di colpire che hanno messo alle corde i biancocelesti proprio perché Gomez e compagni stavano interpretando un calcio superiore alla Serie A stessa.


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