Odontoiatri, Almini nella formazione continua nazionale

L’ORGANISMO MINISTERIALE. Condividere conoscenze ed esperienze, guardare all’innovazione, tenere il passo dei cambiamenti.

È l’obiettivo della Commissione nazionale per la formazione continua, l’organismo del ministero della Salute che ha il compito di supervisionare e coordinare le attività dell’Ecm, appunto l’«educazione continua in medicina», l’obbligo formativo cui sono tenuti i professionisti sanitari. Dallo scorso novembre, tra i componenti dell’organismo – insediato presso l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – c’è anche il bergamasco Stefano Almini, presidente della Commissione albo odontoiatri (Cao) dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bergamo, da lungo tempo impegnato anche nell’ambito della formazione. Per Almini si tratta di un nuovo incarico dopo diverse esperienze legate al mondo Ecm, tra le più recenti la nomina nel 2024 nell’Osservatorio nazionale per la qualità della formazione continua in sanità. «La Commissione nazionale Ecm – spiega Almini – è il braccio formativo che garantisce l’identità intellettuale europea, perché l’Ecm è un sistema europeo. È stata premiata ancora una volta la storia di Bergamo, considerata una città pragmatica e operativa, capace di avviare progetti e portarli a termine. La fiducia nel lavoro passato e la speranza per il futuro hanno determinato questo incarico, finalizzato a raggiungere gli obiettivi formativi tramite percorsi che servano davvero al professionista e al paziente».

Almini è stato indicato dalla Commissione albo nazionale Cao, tramite il presidente Andrea Senna, come rappresentante di tutta la categoria, che a livello nazionale conta 60mila odontoiatri iscritti, di cui 55mila effettivamente attivi. A presiedere l’organismo è il ministro della Salute Orazio Schillaci, mentre tra i componenti si annoverano – tra gli altri – anche i rappresentanti delle Regioni e degli ordini delle professioni sanitarie.

«Vogliamo essere utili alla categoria con metodi innovativi», rimarca Almini, prima di tratteggiare una metafora sullo sguardo con cui affrontare la formazione in medicina. «C’è uno strumento antico che rappresenta bene ciò che è utile fare: il ventilabro, che veniva utilizzato dai contadini per ventilare il grano sull’aia, separandolo dalla pula. I chicchi venivano lanciati in aria, e tramite questo strumento venivano ripuliti. L’aggiornamento professionale deve seguire lo stesso principio: lanciare le vecchie convinzioni in modo che si ripuliscano dalle abitudini». Così, alla stessa maniera, «i percorsi Ecm obbligano a confrontarsi con il proprio modo di lavorare, migliorandolo e adeguandolo alle nuove conoscenze – conclude Almini -. È un’attività fondamentale e necessaria non solo per il professionista, ma anche a beneficio del paziente».

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