
( foto tinin brizio)
ENDURO. Nella prova finale di cross a Covo, i «caschi rossi», con i bergamaschi Verzeroli e Morettini, conquistano la sesta doppietta della storia e salgono a quota 16 su entrambi i fronti.
Per un giorno il paese di Covo, 4.300 abitanti nella Bassa Bergamasca, venerdì 29 agosto si è trasformato – ospitando la giornata conclusiva della 99ª Sei Giorni di enduro – in una spettacolare metropoli capitale del motociclismo fuoristrada: auto, moto e furgoni parcheggiati ovunque, appassionati arrivati a migliaia, molti sin dalle prime ore del mattino, con l’obiettivo di incitare – intorno alla pista di motocross MXE.45 – i conduttori delle nazionali azzurre in lotta per vincere i titoli più importanti. E sono stati ampiamente ripagati, perché i «caschi rossi» si sono laureati campioni del mondo sia nel Trofeo che nel Trofeo junior Under 23, e si sono imposti anche nella sfida dei Club e in due delle tre classi previste: la E1 e la E2.
La prima grande festa è esplosa in tarda mattinata grazie al successo del Club Italia A composto da Luca Colorio, Davide Mei e Valentino Corsi. Nettamente battuto il Team Usa Rabaconda e il Team tutto Bg Bbm Racing (con Thomas Oldrati, Rudy Moroni e Mirko Spandre). Poi a metà pomeriggio è arrivata la gioia con il Trofeo Junior (squadra composta da Kevin Cristino, Alberto Elgari e dal seriano di Parre Manuel Verzeroli) e quindi, dulcis in fundo, con l’alloro più ambito: il Trofeo mondiale conquistato dal super quartetto formato da Andrea Verona, Samuele Bernardini, Morgan Lesiardo e dal seriano di Vertova Manolo Morettini. Tutti hanno saputo dare spettacolo anche in versione motocross. Benino anche Verzeroli, attardato Morettini.
Unica leggera nota stonata, il quinto successo consecutivo nella classifica assoluta del fuoriclasse spagnolo Josep Garcia (Ktm Team Farioli). Nonostante corresse in casa, Verona (GasGas Team Farioli) non è riuscito a fare meglio, così come quattro anni fa a Rivanazzano Terme (Pavia). Buono anche il risultato delle ragazze del Trofeo femminile, trascinate dalla bergamasca Francesca Nocera di Fara Olivana, poco distante da Covo, e completato dall’altra orobica Asia Volpi e dall’ascolana Sara Traini. Sono arrivate quarte, migliorando la quinta piazza dell’anno scorso. Hanno dominato, per il terzo anno consecutive, le statunitensi, troppo più veloci di tutte le altre.
Al tirar delle somme gli azzurri sono saliti a quota 16 successi sia nel Trofeo, sia nel Trofeo Junior, e hanno centrato la sesta doppietta dopo Isola d’Elba (1981), San Pellegrino (1986), Lumezzane (1997), Slovacchia (2005) e Rivanazzano (2021)
Al tirar delle somme gli azzurri sono saliti a quota 16 successi sia nel Trofeo, sia nel Trofeo Junior, e hanno centrato la sesta doppietta dopo Isola d’Elba (1981), San Pellegrino (1986), Lumezzane (1997), Slovacchia (2005) e Rivanazzano (2021). La competizione ha anche dimostrato che l’enduro ha ancora tantissimi estimatori mentre le belle prestazioni dei nostri giovani ci fanno pensare che di queste feste potremmo vederne ancora parecchie.
«La Sei Giorni a Bergamo è stata un’esperienza straordinaria, che ha portato sul nostro territorio emozioni indimenticabili – ha commentato in una nota l’assessore regionale Paolo Franco –. Voglio ringraziare il Moto Club di Bergamo e il suo presidente Giuliano Piccinini per l’impegno, la professionalità e la passione che hanno reso possibile questo evento di livello mondiale».
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