Ci ha lasciato Dany Eynard, l’architetto  che ha fatto volare l’atletica bergamasca
Eynard nel 2015, alla festa sociale dell’Atletica Bergamo 59

Ci ha lasciato Dany Eynard, l’architetto
che ha fatto volare l’atletica bergamasca

È morto a 90 anni. Da giovane praticò il salto in alto, da presidente (per 29 anni) portò in orbita l’Atletica Bergamo 59: 33 scudetti, 130 titoli individuali e due bronzi europei. E fu lui a ideare il palasport cittadino.

Dell’architetto restano le opere: la sua mente ha ideato, tra i tanti, il palazzetto dello sport di Bergamo, e la stragrande maggioranza degli impianti sportivi costruiti in provincia a cavallo tra gli anni 70 e 90. Dell’uomo di sport e di atletica, insieme ai trofei (pochissimi, in Italia, da presidente, possono vantarne tanti quanto lui) rimangono invece l’esempio e una signorilità non comune, a tutti i livelli. Se è vero, come dice il saggio, che nessuno muore per davvero sino a che vive nel cuore di chi resta, passerà almeno un secolo prima che Bergamo si dimentichi di Daniele Eynard, per tutti semplicemente «Dany» volato in cielo dal letto di casa sua, nel cuore della città, a novant’anni, nella notte fra giovedì e venerdì. Verso le nuvole, da atleta, aveva mirato in gioventù nel salto in alto, disciplina praticata nonostante a 15 anni un incidente gli avesse fatto perdere l’uso della mano sinistra.

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