Il Brighela: «Ricorso? Solo se servirà per nuove regole»

Il caso. Domenica lo striscione umanitario non autorizzato è rimasto in tribuna. La società: «Rifaremmo tutto, grazie a chi ci ha offerto aiuto».

«Cimitero Mediterraneo, basta morti in mare». Questa volta sono i tifosi dell’Athletic Brighela a srotolare sugli spalti lo striscione «incriminato», che i calciatori della squadra avevano portato in campo nella partita contro il River Negrone. Uno stendardo con un messaggio umanitario, ma non autorizzato, che era così costato alla squadra due squalifiche e una sanzione di 550 euro. Ma che le ha anche, e soprattutto, fruttato solidarietà e rispetto da tutta Italia. Proprio domenica tra l’altro, come disposto dalla Figc-Lega nazionale dilettanti, sui campi è stato osservato il minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia di Cutro.

Solidarietà data e ricevuta

«Se tornassimo indietro lo rifaremmo», assicura il vice presidente Daniele Cortinovis. Ripetendo come il gesto fosse «doveroso». È vero che le sanzioni sono frutto di regolamenti ma Cortinovis ricorda che è stato nei «momenti più bui della storia» che i regolamenti sono stati attuati «rigidamente». E la storia del gruppo è legata indissolubilmente a temi sociali e solidali. «La nostra associazione – rimarca Cortinovis – ha determinate prese di posizione, che non c’entrano con il momento ludico del gioco». E così, lo scorso anno, si scese in campo contro l’invasione in Ucraina e tutte le guerre del mondo. In quell’occasione, nessuna sanzione. Questa volta sì. E sono arrivate numerose proposte di aiuto economico ma «abbiamo deciso di pagarla noi, ringraziamo chi si è offerto di aiutarci, ma la nostra proposta è di devolvere gli aiuti a chi effettivamente e concretamente è impegnato nel provare a salvare le vite in mare».

Da mercoledì fondi per un’Ong

Quindi, come annunciato dal Brighela nei giorni scorsi, con un comunicato, da mercoledì saranno resi noti i dettagli per sostenere il crowdfunding che sarà avviato a sostegno di una Ong. Proposte di sostegno economico, ma anche di ordine pratico: dei legali hanno offerto assistenza gratuita in caso di ricorso contro i provvedimenti. «Stiamo valutando tra di noi se fare ricorso», rileva Cortinovis. E un ricorso, sebbene difficilmente potrà essere accolto, potrebbe «servire a modificare il regolamento».

Intanto, gli spalti iniziano a riempirsi di tifosi, orgogliosi di quanto fatto dai propri calciatori. Come detto, in occasione della partita con la Nembrese di domenica, hanno esposto loro l’ormai famoso striscione «Cimitero Mediterraneo, basta morti in mare». Altre scritte sono poi state mostrate dal gruppo che, tra il rullo del tamburo e frasi di incitamento, sostiene la squadra rossonera: «Solidarietà o barbarie», e «550 euro per solidarietà!? Contro questo calcio malato».

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