C’è una «città» sotto piazza Dante - Foto
Scopriamo insieme la storia dell’ex Diurno

Rifugio antiaereo costruito nel ’44, poi albergo dove si andava a fare la doccia, dal barbiere e a giocare a biliardo. Ecco la foto-storia dell’ex Diurno di Bergamo, sotto piazza Dante, chiuso da 40anni e ora proiettato verso il rilancio.

C’è una «città» sotto piazza Dante - Foto Scopriamo insieme la storia dell’ex Diurno
L’ex Diurno
(Foto di Storylab)

Mercoledì 14 settembre era il termine per la consegna delle offerte al Demanio e giovedì 15 settembre è stato il giorno della svolta per l’ex Diurno , che dopo due gare deserte era a caccia di un acquirente. Un cordata di imprenditori si è infatti aggiudicata gli spazi (circa 1.200 metri quadrati) che ospiteranno un locale con musica dal vivo e cucina. In attesa di vedere il nuovo volto di questa piccola «città» nascosta sotto piazza Dante e per tanti anni dimenticata, scopriamo la sua storia con una serie di scatti d’epoca, alcuni dei quali tratti dal prezioso archivio digitale di Storylab.

La storia dell’ex Diurno o Galleria Tubolari risale agli anni della Seconda Guerra mondiale, quando nel 1944 venne realizzato come rifugio antiaereo . Non venne mai utilizzato con questo scopo e nel 1949 si avviò la trasformazione degli spazi ad Albergo Diurno.

Nel 1950 si diede luogo alla progettazione della cupola centrale che doveva servire da copertura per il grande salone ipogeo. Per quasi trent’anni i bergamaschi frequentarono questi spazi quotidianamente: ci si andava per fare la doccia e il bagno , in un’epoca in cui averli a casa era ancora un lusso.

Scesa la scalinata, ancora visibile oggi passando in piazza Dante, un lungo corridoio portava al centro, che era a forma di ampio cerchio : attorno i «servizi», con docce e anche vasche da bagno, nel cerchio una vastissima sala con più di dieci biliardi. Ai lati del corridoio c’erano inoltre alcuni negozi (un calzolaio, una libreria, un callista, un parrucchiere...) e anche un piccolo bar: lo gestiva «il Mario» (Baroni) aiutato dalla moglie.

La sala-biliardi era sorvegliata da due autentici personaggi: il «Cioci» e il «Locatelli» , mentre ai servizi (c’erano anche pedicure e manicure) provvedevano alcune ragazze e signore chiamate scherzosamente «le bagnine»: chi ci è stato dice che sembrava un po’ di essere sulla Riviera romagnola quando il Cioci staccava un biglietto e chiamava una «bagnina».

La seconda era del Diurno durò fino al 1978, quando venne chiuso . Oggi restano ben pochi resti della vita che è stata vissuta sotto piazza Dante. Resta una struttura che i Beni culturali definiscono «di pregio storico-artistico» e che si estende per 1.200 metri quadrati a livello sotterraneo sotto una delle piazze centrali di Bergamo.

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