Anev, rinnovabili rallentano, 7,2 Gw nel 2025 contro 7,5 nel 2024

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - "Il dato sulle nuove installazioni di fonti rinnovabili per il 2025 lancia un segnale che non può e non deve essere ignorato. Secondo i dati di Terna, nel corso dell'anno passato le nuove installazioni si sono fermate a circa 7,2 Gigawatt di nuova capacità, in calo rispetto ai 7,5 Gw del 2024 e ben lontani dai 9 Gw previsti. Un rallentamento che, sebbene possa apparire limitato in termini assoluti, rappresenta in realtà un campanello d'allarme molto serio per il futuro della transizione energetica italiana". Lo scrive in un comunicato l'Anev, l'associazione delle imprese dell'eolico, che parla di un contesto "ostile" per il settore.

Tale rallentamento, prosegue Anev, "non sembra una semplice oscillazione congiunturale, ma assomiglia più all'avvio di un trend negativo" che "sembra essere il risultato diretto di anni di politiche incerte, normative contraddittorie e ostacoli amministrativi che hanno progressivamente rallentato lo sviluppo di nuovi impianti da fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico". Un rallentamento che "rischia di amplificare ulteriormente il divario tra l'Italia e gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal Green Deal europeo".

L'associazione cita "la definizione delle Aree Idonee che, nell'idea del legislatore comunitario dovevano essere delle aree dove la semplificazione fosse più spinta, mentre il nostro Governo ha prima emanato un provvedimento che le limitava e poi, dopo aver ricevuto le censure del Tar, provveduto ad un nuovo provvedimento che non aiuta come ci si attendeva le nuove installazioni".

Anev definisce il contesto per l'eolico "ostile" e denuncia che "le semplificazioni non arrivano, le procedure d'asta per l'eolico sono inadeguate in numeri e prezzi per quelli su terra e addirittura non vengono bandite per quelli a mare".

Secondo l'associazione servirebbe "un cambio di passo che definisse delle semplificazioni radicali delle procedure autorizzative, riducesse i passaggi burocratici e istituisse una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per dirimere, in tempi rapidissimi, eventuali criticità".

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