Freppaz, Europa 6 mesi con la neve se corrente del Golfo si bloccasse
(ANSA) - ROMA, 21 MAG - "Se la corrente del Golfo dovesse arrestarsi o ridursi, secondo alcune previsioni l'Europa potrebbe passare 6 mesi sotto la neve". Lo ha detto a Voci sul Futuro 2026 Michele Freppaz, nivologo, glaciologo e docente dell'università di Torino, dialogando con i giornalisti ANSA e il direttore scientifico di ASviS, Enrico Giovannini.
"I ghiacciai — ha spiegato Freppaz — sono le sentinelle del cambiamento climatico e il loro grido d'allarme è legato alla perdita di superficie e di massa, un segnale inequivocabile dello stato di sofferenza anche della criosfera nel suo complesso". In un bilancio tra input e output, la formazione di ghiaccio è minore rispetto ai tassi di fusione e ablazione e quindi i ghiacciai arretrano. "Per quanto riguarda le Alpi — ha ricordato il nivologo — c'è il rischio di estinzione dei ghiacciai, quantomeno quelli al di sotto dei 3.500 metri, tra il 2070 e il 2100".
Riflettendo le radiazioni solari, i ghiacciai sono anche dei regolatori climatici. "Con l'arretramento dei ghiacciai — ha commentato Freppaz — abbiamo una retroazione positiva, un'amplificazione del riscaldamento. Le montagne si stanno riscaldando praticamente più del doppio del resto del nostro pianeta, lo stesso i poli con effetti sull'innalzamento dei livelli dei mari".
In quest'epoca storica, la ricerca sta da un lato sviluppando tecnologie sempre più avanzate, tra cui dei sensori a raggi cosmici che permettono di valutare quanta acqua è stoccata nella neve, e dall'altro tenta di trasferire le conoscenze scientifiche non solo al grande pubblico, ma anche e soprattutto ai decisori politici.
Da tale punto di vista, è stata recentemente emanata una legge a tutela dei territori montani. Il testo, secondo Freppaz, è però ancora frammentato e con pochi riferimenti agli aspetti giuridici del tema ambientale. "L'articolo 9 della Costituzione — ha concluso il glaciologo — tutela la biodiversità, dobbiamo ricordarci anche di quella nascosta, un po' timida. Quella dei ghiacciai, della neve del suolo. Un capitale naturale unico a cui il quadro normativo deve porre la dovuta attenzione".
(ANSA).
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