Ambiente e Energia
Sabato 14 Febbraio 2026
>>>ANSA/ Scorte di gas sotto al 35% in Europa, ma il prezzo scende
(di Paolo Verdura) (ANSA) - MILANO, 14 FEB - Le scorte di gas sotto la media in Europa a metà inverno non sono un problema e infatti il prezzo del gas scende. Merito delle forniture regolari e del metano che giunge via nave allo stato liquido (Gnl). E' quanto emerge dall'andamento dei contratti future sul gas nell'ultima settimana al Ttf di Amsterdam, dove per un soffio non si è registrato il maggior calo dalla scorsa estate.
Gli stoccaggi, nati per stabilizzare le quotazioni nei periodi di massimo fabbisogno come quello invernale, si stanno assottigliando a vista d'occhio, scendendo sotto il 35%, ben lontani dalla media di oltre il 50% degli ultimi 5 anni e inferiori al 39% dell'anno scorso. Secondo i dati di Gie (Gas Infrastructure Europe) le scorte sono al 34,82% a 387,82 TWh, contro i 526,74 TWh del 2025. Fa meglio di tutti l'Italia, che resiste al 51,83% con 105,4 TWh in giacenza nei depositi, contro il 60% a 114,65 TWh del 2025.
Non va altrettanto bene alla Germania, tradizionalmente prima in Europa per scorte di metano, le cui scorte in questi giorni sono al 24,83% a 62,36 TWh, contro il 51% a 115,69 TWh di un anno fa. Nonostante il progressivo svuotamento, il prezzo del gas ha chiuso venerdì con un calo di oltre l'1,5% a 32,37 euro al TWh, grazie a temperature più miti della norma attese in Europa e a alle consegne regolari. Non influiscono invece le varie tensioni geopolitiche dal Medio Oriente al conflitto tra Russia e Ucraina.
Rispetto a qualche mese fa il quadro viene percepito come positivo e non turba le negoziazioni sulla piazza europea di Amsterdam, dove lunedì 9 marzo i contratti future sul mese di marzo hanno chiuso con un ribasso del 6% a 33,5 euro al MWh. Il calo è proseguito il giorno dopo, quando la seduta si è chiusa a 31,85 euro. La rotta si è però invertita mercoledì e giovedì, con i future saliti fino a quasi 33 euro. Lo scenario è di nuovo cambiato venerdì 13 febbraio, quando il prezzo del gas ha ripreso a scendere fino a oltre il 5% sotto quota 32 euro, per assestarsi poi a 32,4 euro.
Le forniture proseguono stabili in Europa mantenendo in equilibrio il mercato, anche in caso di un'improvvisa ondata di gelo. Non è questo però il quadro che emerge dai più recenti bollettini meteo, che indicano invece la possibilità di temperature più miti rispetto alla norma. A coprire il fabbisogno del Vecchio Continente contribuisce in larga parte il gas in arrivo dalla Norvegia, che con il 30% è il principale fornitore europeo. Poi ci sono i carichi via mare, che provengono in larga parte dagli Usa, che totalizzano ormai il 60% del Gnl complessivo importato in Europa. Da qui il recente campanello d'allarme del commissario all'energia Dan Jorgensen a Bruxelles per evitare di "sostituire una dipendenza energetica con un'altra", passando da Mosca a Washington. Un rischio questo piuttosto limitato per l'Italia, dove il Gnl vale quasi il 30% delle importazioni e i gasdotti forniscono il rimanente 70%. Secondo le stime di Snam, dei 95,65 GWh di gas oggi disponibili sulla rete, 64,26 GWh sono importati, 3,29 GWh sono di produzione nazionale e 28,03 GWh derivano da stoccaggi.
Il primo fornitore l'Algeria, con i 28,37 GWh in arrivo a Mazara del Vallo (Trapani) con il gasdotto Transmed. Seguono i 12,82 GWh rigassificati a Cavarzere (Rovigo) e i 12,12 GWh in arrivo dall'Azerbaijan con il Tap a Melendugno (Lecce). Dal rigassificatore di Livorno provengono 3,84 GWh e da quello poco distante di Piombino altri 3,3 GWh. Arrivano a Gela (Caltanissetta) 2,24 GWh dalla Libia con il GreenStream e dal Nord Europa 1,54 GWh con il TransitGas a Passo Gries (Verbania).
(ANSA).
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