Guacci, lupi avvelenati sono una 'strage criminale senza eguali'

(ANSA) - CAMPOBASSO, 27 APR - Diciotto lupi uccisi in pochi giorni nell'area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Una strage che non ha lasciato insensibile Corradino Guacci, presidente della 'Società italiana per la storia della fauna', che attraverso un'ampia nota si è rivolto al ministro dell'ambiente, Gilberto Pichetto Fratin e ad altri rappresentanti istituzionali.

"Auguriamoci - si legge - che il macabro conteggio si fermi e non coinvolga la popolazione di orsi bruni marsicani. Una strage criminale senza eguali nella recente storia del Parco nazionale più noto in Italia e all'estero. Assodata la piena solidarietà all'istituzione riteniamo necessario comprendere cosa si nasconda dietro questo atto vile che ferisce profondamente la politica delle aree protette e getta un'ombra sulla Regione dei Parchi".

"È evidente che a questo stato delle indagini, pur se le prime risultanze rilevano la presenza di pesticidi utilizzati in agricoltura - ha aggiunto Guacci - tentare di individuare responsabilità di sorta sarebbe avventato e non certo di nostra competenza, bensì dell'Autorità inquirente. Ci è comunque ben chiara in questo momento l'importanza di fare fronte comune contro un atto tanto antico quanto barbaro perpetrato da isolati criminali che, con il loro comportamento, gettano discredito sull'intera categoria degli allevatori, colpendo in particolare le realtà locali che da un lato realizzano prodotti di altissima qualità e dall'altro incidono in maniera irrilevante sulle richieste di indennizzo dei danni da predazione. Il lupo, purtroppo, oltre che vittima è da sempre un comodo capro espiatorio anche se i dati ufficiali parlano di una realtà del tutto diversa, registrando che per ogni euro di rimborso per danni da lupo ne corrispondono circa dieci per danni da ungulati". (ANSA).

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