Il Wwf lancia una petizione contro i 'crimini di natura'
(ANSA) - ROMA, 08 APR - "La vita selvatica in Italia è sotto attacco: ogni anno migliaia di animali vengono uccisi, feriti, catturati o trafficati illegalmente a terra come in mare. A essere colpite non sono solo le specie animali, ma anche piante e fiori selvatici, spesso oggetto di prelievi e commerci illeciti". E' quanto afferma il Wwf in una nota nella quale annuncia il lancio della petizione "Stop Crimini di Natura", chiedendo al governo l'adozione immediata di un Piano Nazionale contro i crimini di natura.
La particolare posizione geografica della penisola, al centro di importanti rotte commerciali, rende l'Italia uno snodo privilegiato anche per traffici illegali di specie protette, che alimentano un mercato internazionale altamente remunerativo e difficile da contrastare. Tra le manifestazioni più gravi rientra il bracconaggio, riconosciuto come una delle principali minacce per la sopravvivenza di numerose specie rare.
"Ogni rapace abbattuto, ogni lupo avvelenato, ogni pianta sottratta illegalmente rappresenta un danno per tutti: perdiamo biodiversità, sicurezza, salute e servizi ecosistemici essenziali", dichiara Isabella Pratesi, direttrice conservazione Wwf Italia. Le specie maggiormente soggette a bracconaggio o commercio illegale in Italia includono uccelli di piccole e medie dimensioni (fringuelli, cardellini, pispole, tordi, quaglie e uccelli acquatici), sino ai grandi volatori come i rapaci e le cicogne. Tra i mammiferi lupi ma anche cervi e cinghiali, questi ultimi spesso cacciati in aree vietate o con mezzi non consentiti. Anche la flora non è risparmiata: le orchidee selvatiche, le piante officinali come la genziana. In mare specie come il corallo rosso, i datteri di mare, i cetrioli di mare, i ricci di mare sono le principali specie vittime di bracconaggio marino, mentre specie come la verdesca sono spesso coinvolte in casi di frode alimentare; infine questi crimini colpiscono anche molte specie di acqua dolce, oltre a rettili e anfibi. (ANSA).
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