L'arancio biondo del Piceno ritrova il suo scrigno, riapre Hortus
(ANSA) - ROMA, 08 APR - Le arance bionde del Piceno, quelle che crescono alla latitudine più settentrionale d'Italia, storicamente vendute alla Corte degli Estensi, e ancor oggi commercializzate sulle rotte verso Ravenna e Venezia fino all'Istria, avranno presto un baluardo per la conservazione di questa tipicità marchigiana. Sulle colline di Grottammare, vista mare e in provincia di Ascoli Piceno, verrà riaperto al pubblico col brand "Hortus - vivi il giardino" il 26 aprile, dopo 70 anni e dopo aver ottenuto il riconoscimento dal ministero della Cultura quale "giardino storico di rilevanza nazionale".
"I nostri spazi - sottolinea Giusy Iacoponi - sono il risultato di secoli di lavoro agricolo, agrumicolo in particolare, che nell'area ha sempre avuto un bel rilievo. Non è solo architettura rurale, questa dimora patronale è memoria, è identità. Quello che oggi è in nostro possesso dal 2003 sono 17 ettari con strutture sparse, vigneti, oliveti, e poi la casa padronale con dietro la chiesetta e la cantina, guidata da mio marito Simone Marconi e la sorella sommelier, Sara, conduttori del ristorante "Attico sul mare". Abbiamo ristrutturato a partire dal 2006 nel rispetto dei vincoli della soprintendenza".
Insieme alla collezione di varietà botaniche ritrovate - sugli agrumi del Piceno ci sono documenti descrittivi risalenti al 1569 mentre la dizione 'giardino di agrumi' risale al primo catasto napoleonico -, colpisce la colombaia con decine di nicchie dove colombi e piccioni facevano il nido, rendendo più fertile il terreno con gli escrementi che sono un vero e proprio fertilizzante, chiamato palombina. Fabio Viviani è l'architetto che ha curato il progetto di riavvio dell'Hortus, preservando la serie di terrazzamenti. Oggi questo patrimonio varietale è molto ridotto, però è ripartita la cultura a tutela di questa biodiversità, che contamina anche il mondo della ristorazione con pietanze e drink a base di arance bionde del Piceno, che risulta molto dolce, insieme all'altra produzione principe del territorio: l'alloro, tipico del vivaismo nell'area di Grottammare e dintorni. (ANSA).
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