Legambiente, in Italia 17 miliardi di investimenti sull'agrivoltaico
(ANSA) - ROMA, 05 MAG - In Italia il settore agrivoltaico sta vivendo una fase di forte espansione progettuale, con migliaia di proposte presentate e oltre 700 progetti selezionati nell'ambito del Pnrr, per una potenza installabile prossima ai 2 gigawatt. L'obiettivo è sostenere la realizzazione di 1,04 gigawatt entro il 30 giugno 2026, quando scadrà il Pnrr. In Italia gli investimenti risultano in crescita, superando i 17 miliardi di euro nel 2024. Un'accelerazione che conferma il ruolo strategico dell'agrivoltaico, ma che rischia di restare incompiuta senza un quadro normativo stabile e coerente. A fotografare questa situazione è il dossier "L'agrivoltaico in Italia 2026" di Legambiente.
L'agrivoltaico consente di produrre energia pulita senza sottrarre suolo all'agricoltura, con pannelli sollevati da terra. Secondo le più recenti rilevazioni di SolarPower Europe, a livello europeo sono attivi oltre 200 impianti agrivoltaici, per una capacità superiore ai 15 gigawatt, presenti soprattutto in Francia, Germania e Paesi Bassi, che stanno favorendo, attraverso investimenti e misure normative, lo sviluppo di questa tecnologia.
Il quadro normativo continua a rappresentare uno dei principali ostacoli. Procedure autorizzative lunghe, criteri non uniformi tra le Regioni e incertezze nella definizione delle aree idonee rischiano di rallentare uno sviluppo che dovrebbe invece essere accompagnato e governato. Il risultato secondo Legambiente è un paradosso sempre più evidente: aumentano gli investimenti e i progetti, ma la loro realizzazione procede a rilento.
"L'agrivoltaico rappresenta oggi uno dei banchi di prova più importanti per la transizione energetica del Paese - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. Non si tratta di scegliere tra produzione agricola ed energia rinnovabile, ma di costruire un'integrazione capace di generare benefici ambientali, economici e sociali per la collettività, le imprese agricole e quelle energetiche. Per farlo servono regole chiare, tempi certi e una visione politica che accompagni questa trasformazione senza frenarla". (ANSA).
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