Ambiente e Energia
Martedì 20 Gennaio 2026
Seapower, bene il decreto sulle rinnovabili ma restano forti criticità
(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Per la prima volta, nel 2025, la produzione di energia da fonti pulite nel mondo ha superato il carbone (5.072 TWh contro 4.896 TWh) e in Italia, "un grande passo avanti per favorire la transizione energetica è stato fatto grazie all'introduzione del regime autorizzativo per le Fer", ma "restano ancora forti criticità che, se risolte tempestivamente, potrebbero fungere da volano per lo sviluppo delle energie rinnovabili anche nel nostro Paese". In particolare, "è necessario colmare la distanza tra evoluzione tecnologica e prassi amministrativa".
Lo afferma Seapower, centro di ricerca dell'Università Federico II di Napoli, in vista della Giornata internazionale dell'energia pulita che si celebra ogni anno il 26 gennaio, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite - si ricorda in una nota - con l'obiettivo di sensibilizzare governi, imprese e cittadini sull'urgenza di una transizione energetica giusta, inclusiva e sostenibile, garantendo accesso universale all'energia e al tempo stesso proteggendo il pianeta.
"Abbiamo riscontrato numerosi casi in cui le amministrazioni locali continuano a fare riferimento a regolamenti urbanistici che individuano aree specifiche destinate allo sviluppo del fotovoltaico a terra" afferma Francesco Lioniello, vicepresidente di Seapower indicando previsioni "basate su una concezione ormai superata di impianto fotovoltaico" mentre oggi "i moderni impianti agrivoltaici sono progettati per consentire la prosecuzione dell'attività agricola sotto e tra le strutture fotovoltaiche, con benefici sia ambientali, sia produttivi".
"Ci troviamo, dal punto di vista professionale, in una situazione di limbo operativo", afferma Caterina Gargiulo, Project manager di Seapower spiegando che "da un lato, i clienti tendono a sospendere l'investimento, per il timore di dinieghi autorizzativi e per l'incertezza sulla reale bancabilità dei progetti. Dall'altro, noi come professionisti del settore non disponiamo più di parametri tecnici oggettivi e verificabili su cui fondare le nostre valutazioni". (ANSA).
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