Ambiente e Energia
Martedì 03 Febbraio 2026
Unirima, sbagliato restringere l'export di carta da macero
(ANSA) - ROMA, 03 FEB - "Respingiamo con decisione ogni ipotesi di restrizione normativa all'export" di carta da macero, perché "tali proposte rischiano di produrre gravi squilibri, e senza un mercato globale, il settore della carta da macero rischierebbe il collasso". Lo dichiara Francesco Sicilia, direttore generale di Unirima (Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali).
Per Sicilia "limitare le esportazioni significherebbe non solo compromettere la tenuta economica delle imprese, ma anche aumentare i costi per la filiera della raccolta e del riciclo, mettendo a rischio il raggiungimento dei target ambientali europei. In questo scenario, che vede peraltro la crescente concentrazione del settore a valle in grandi gruppi multinazionali, le esportazioni rappresentano, pertanto, una valvola di sfogo essenziale per garantire la concorrenza e la libertà commerciale delle piccole e medie imprese italiane della carta da macero".
"Le politiche pubbliche devono promuovere l'efficienza dell'intera filiera senza creare distorsioni che favoriscano pochi a discapito di molti. Il settore del riciclo è un alleato dell'industria e del Paese, penalizzarlo significa indebolire l'intero sistema Italia", conclude Sicilia.
Il settore del riciclo meccanico e del commercio della carta macero è composto da circa 700 impianti distribuiti capillarmente sul territorio. È un comparto industriale costituito prevalentemente da piccole e medie imprese a conduzione familiare, che danno lavoro a oltre 20mila addetti.
L'Italia è da vent'anni un esportatore netto di carta da macero. Nel 2024, la produzione nazionale si è attestata a 6,83 milioni di tonnellate e il consumo interno delle cartiere non è sufficiente ad assorbire l'offerta complessiva. Il surplus strutturale viene gestito grazie all'export: nel 2024 è stato pari a 1,9 milioni di tonnellate e nei primi 10 mesi del 2025 è stato pari a circa 1,5 milioni di tonnellate, specialmente verso l'India. (ANSA).
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