Addio a Margherita Caggese, avvocata stimata del foro bergamasco
IL LUTTO. Aveva 64 anni: socia fondatrice di uno studio giuslavorista in città, lascia un segno profondo nell’avvocatura. Il ricordo commosso dei colleghi: «Professionista integerrima e competente».
Il mondo forense è in lutto per l’improvvisa scomparsa di Margherita Caggese, mancata all’età di 64 anni. L’avvocatessa era molto conosciuta non solo in città, dove era socia fondatrice dello studio giuslavorista che ha sede in passaggio Canonici Lateranensi.
Gli anni della formazione
Dopo il diploma conseguito al liceo classico Sant’Alessandro, Margherita Caggese si è laureata nel 1985 in Giurisprudenza all’università degli studi di Milano ed è iscritta all’albo degli avvocati di Bergamo dal 1991. All’inizio della carriera ha collaborato con il Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale di Milano e fino al 1994 ha collaborato con l’avvocato Giorgio Boldizzoni di Bergamo, mentre poi ha intrapreso la sua carriera con lo studio legale Alessandro Cicolari, diventando socia il primo gennaio del 2007, specializzata in diritto di lavoro e di famiglia.
Il presidente degli avvocati di Bergamo, Giulio Marchesi, ricorda la collega Margherita Caggese come «una grande professionista che ha portato lustro al foro bergamasco, espressione di un’avvocatura integerrima e competente, sono rimasto attonito dalla notizia della sua improvvisa scomparsa, che sta registrando un cordoglio unanime da parte di tutti gli avvocati bergamaschi».
Il ricordo dei colleghi
Matteo Golferini e Sergio Gandi, soci dello studio legale con Margherita Caggese, la ricordano come «una grandissima avvocata, cresciuta alla scuola di Alessandro Cicolari, con una conoscenza approfondita della materia giuslavoristica e del diritto di famiglia e un talento naturale nella relazione con il cliente. Aperta e disponibile con tutti, e soprattutto con i colleghi e con i clienti, ha dato un fondamentale contributo a costruire, con i suoi insegnamenti preziosi, la straordinaria squadra di giovani avvocati ed avvocate da cui oggi lo studio è costituito. Per noi non è stata solo una collega e socia, ma un’amica, una sorella con cui abbiamo condiviso i momenti felici e anche quelli più complessi di oltre un ventennio di lavoro e vita comune – proseguono Golferini e Gandi -. Abbiamo vissuto mille occasioni di scambio e collaborazione professionale, mille momenti di condivisione umana e personale. Quando avevi bisogno, lei c’era sempre. Poi aveva la grande capacità di sdrammatizzare e anche, quando serviva, la parola o il consiglio che ti faceva stare bene: una professionista, una donna, un’amica di incommensurabile valore».
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