Aeroporto di Orio, al via il dibattito: due mesi per le proposte sul Piano di sviluppo

LO SCALO. Il progetto è stato presentato a istituzioni e associazioni. Convocati per il 23 luglio i tavoli tecnici, nel 2027 prime opere sulla viabilità con l’accesso da est.

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Un aeroporto destinato a crescere perché cresce il mercato, ma chiamato a farlo con un modello diverso dal passato: più intermodalità e integrazione con il territorio, infrastrutture e aeromobili più efficienti e sostenibilità. È questa la filosofia del nuovo Piano di sviluppo aeroportuale di Sacbo ed Enac al 2043, un programma di investimenti da circa 500 milioni di euro, entrato ieri nella sua fase di confronto. Con l’avvio del dibattito pubblico, infatti, il Masterplan si apre al contributo del territorio prima della sua definizione finale.

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Le previsioni indicano che entro il 2035 il sistema aeroportuale italiano dovrà assorbire fra 70 e 90 milioni di passeggeri in più

Il percorso, previsto dal Codice degli appalti, è uno strumento di partecipazione che coinvolgerà i portatori d’interesse dello scalo, ai quali lunedì 13 luglio sono stati illustrati tempi, modalità e obiettivi del dibattito pubblico. Un confronto aperto ad istituzioni locali e regionali, enti pubblici, associazioni di categoria, realtà economiche e sociali, comitati e organizzazioni che ritengono di poter offrire contributi al miglioramento del progetto, come ha spiegato Filippo Ozzola, responsabile del dibattito pubblico. La documentazione è disponibile sul sito dedicato; il 23 luglio si terranno i tavoli tecnici con le istituzioni e i rappresentanti delle categorie e del mondo associativo. Le osservazioni potranno essere presentate fino al 7 settembre; entro ottobre Ozzola predisporrà una relazione che sarà trasmessa a Sacbo ed Enac, chiamate entro due mesi, dunque per fine anno, a recepire o meno le proposte.

Lo scenario nazionale

La cornice entro cui leggere il nuovo Masterplan l’ha tracciata Stefano Paleari, coordinatore scientifico del Piano nazionale degli aeroporti. Negli ultimi 20 anni, mentre la popolazione europea è cresciuta dell’8%, il traffico aereo è aumentato del 100%; in Italia i vettori low cost rappresentano il 50% del mercato e, dopo la pandemia, il traffico ha recuperato i livelli del 2019. Le previsioni indicano che entro il 2035 il sistema aeroportuale italiano dovrà assorbire fra 70 e 90 milioni di passeggeri in più. Uno scenario che impone agli scali di accompagnare il mercato. «Dobbiamo immaginare uno sviluppo urbano sostenibile che proietti l’aeroporto in una logica semicentrale, com’è successo con le stazioni ferroviarie», ha osservato Paleari. Una crescita che, però, dovrà essere diversa da quella del passato.

Le nuove sfide

Il trasporto aereo sarà sempre più influenzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento dei viaggi «familiari» di chi vive all’estero e dalle direttive sulla transizione ambientale e digitale. In questa prospettiva sarà decisivo anche il collegamento ferroviario, sul quale Paleari ha chiesto un’accelerazione. Anche il tema della sostenibilità cambia prospettiva: l’aumento dei passeggeri non coinciderà automaticamente con un analogo incremento dei movimenti aerei. La nuova generazione di aeromobili trasporterà infatti fino a 230 passeggeri (contro i circa 190 attuali), con minori emissioni acustiche e ambientali. La sfida sarà quindi aumentare la capacità dello scalo e migliorare l’organizzazione delle infrastrutture.

L’aggiornamento del Masterplan nasce dal superamento delle previsioni contenute nel piano al 2030, ha ricordato Valentina Natale di Enac. Alcuni interventi erano già previsti, ma vengono ora ricondotti a una strategia unitaria che guarda al 2043. Paolo De Forza, responsabile dello Sviluppo sostenibile di Sacbo, ha illustrato il percorso di crescita, confermando la road map verso la neutralità climatica entro il 2045, nuovi impianti fotovoltaici sulle coperture dei parcheggi e l’obiettivo di arrivare al 30% di energia autoprodotta.

Viabilità, parcheggi e vertiporto

Le prime opere (previste già nel Piano attuale) partiranno nel 2027 e interesseranno l’accessibilità. Michele Preda, responsabile Controllo economico Investimenti di Sacbo ha indicato come priorità il nuovo ingresso da sud-est, che collegherà il terminal con il casello A4 di Seriate attraverso Grassobbio, alleggerendo la pressione sull’accesso da ovest. A fine 2027 (salvo altri ritardi) arriverà anche il treno, destinato a intercettare all’inizio circa il 20% degli spostamenti fino a raggiungere il 35% entro il 2043. Il piano comprende inoltre due parcheggi multipiano, che porteranno la copertura della sosta lunga dal 27 al 62% del fabbisogno, il completamento dell’anello ciclopedonale e un vertiporto nell’area nord, pensato per ospitare in futuro collegamenti cargo con droni e velivoli a decollo verticale destinati al trasporto merci di corto raggio.

Sul fronte degli interventi strutturali, il direttore del settore Infrastrutture Alessandro Reina ha illustrato un programma che punta a razionalizzare gli spazi esistenti, limitando il consumo di suolo: ampliamento dei piazzali, estensione del terminal verso est e nord, due nuovi gate Schengen, due nuovi caroselli per i bagagli e nuove aree di pre-imbarco consentiranno di gestire aeromobili più capienti e di velocizzare le operazioni di imbarco e sbarco. È stato poi approfondito il capitolo della digitalizzazione e dell’efficientamento dei processi aeroportuali, mentre Laura Attaccalite di Enac, ha illustrato le previsioni di traffico che sostengono il nuovo Masterplan. A chiudere i lavori sono stati Bruno Rampinelli, ad di To70, e Paolo Malighetti di UniBg, con altri aspetti tecnici.

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