Amiche per Mano, addio alla presidente Paola Cornero
IL LUTTO. Attiva nell’associazione fin dagli inizi, ha promosso iniziative di sostegno per donne con tumore al seno. Il grazie di Humanitas Gavazzeni.
Lettura 2 min.Dieci anni e nove mesi, finiti mercoledì 16 settembre nella sua casa di Boccaleone circondata dagli affetti più cari. Paola Cornero li metteva tutti nel conto questi anni e questi mesi, grata per ogni giorno di vita. Aveva trasformato la diagnosi di tumore al seno metastatico, con una speranza di vita a cinque anni del 30%, nell’urgenza di essere utile, come aveva scritto lei stessa su «L’Eco di Bergamo», nell’inserto «Domenica»: «Non potendo più contare sulla speranza della guarigione, ne ho dovuta creare una diversa, più intima e profonda: vivere appieno il tempo concesso».
«Non potendo più contare sulla speranza della guarigione, ne ho dovuta creare una diversa, più intima e profonda: vivere appieno il tempo concesso»
E così è stato, per la famiglia - il marito Francesco Russo, medico sportivo, e i figli Federico, Matteo ed Elisa - e per l’associazione Amiche per Mano che ha fondato nel 2016 insieme ad altre donne con tumore al seno, unite dal bisogno di condividere, sostenersi a vicenda e non sentirsi sole nel percorso di cura. Diventata presidente nel 2020, Cornero si è spesa fino all’ultimo per organizzare il volontariato in corsia, iniziative di solidarietà e di divulgazione scientifica, promuovendo l’accesso delle pazienti a ogni opportunità che possa favorire il benessere anche nella malattia, dall’estetica oncologica alla cura della pelle ad attività come l’uncinetto. Tra gli eventi, il 7 giugno scorso, ad esempio, si è tenuta al parco della Trucca la quinta edizione della Fit & Fun Walk e nel primo fine settimana di ottobre a Paderno Dugnano ci sarà il WeekendPermano, con visite senologiche gratuite, un concerto la sera del sabato e la decima camminata in rosa la mattina di domenica 4 ottobre.
Tempo pieno per la scuola
Tempo pieno e intenso speso anche per la scuola. Professoressa di lettere, 63 anni compiuti a luglio, aveva insegnato per qualche anno all’Istituto Turoldo di Zogno e poi al Paleocapa di Bergamo fino alla pensione, raggiunta due anni fa. Anche degli ex studenti scriveva nell’articolo pubblicato a febbraio 2025 per raccontare cosa significhi sperare: «Nella malattia, come in tutte le difficoltà della vita, è un attimo passare dalla speranza alla disperazione. Se a me è successo raramente, lo devo alla chiarezza e all’umanità dei miei medici… all’intelligenza della mia psiconcologa… all’amore incondizionato della mia famiglia… alle risate e ai pianti condivisi con le amiche… e lo devo anche all’entusiasmo contagioso dei miei ex studenti, che continuano a dimostrarmi il loro attaccamento e a farmi sentire parte di una comunità».
Commosso ricordo da Humanitas
Commosso il ricordo da Humanitas: «La scomparsa di Paola colpisce profondamente tutta la comunità di Humanitas Gavazzeni e Castelli, che le deve un ricordo grato e affettuoso, e che si stringe con un saluto caloroso alla famiglia e alle volontarie che sapranno portare avanti, con lo stesso spirito, il suo prezioso lavoro». Il dottor Massimo Grassi, direttore responsabile della Breast Unit di Humanitas Gavazzeni, dieci anni fa diede l’input per la nascita dell’associazione: «Paola l’ha fatta crescere. Oggi Amiche per Mano ha più di 500 iscritti e lavora molto sia in ospedale con il volontariato sia all’esterno con attività come la fisioterapia, solo per citare una delle ultime. Paola è stata una forza della natura, un esempio per tutte le donne». Grazie al suo lavoro, sottolinea Grassi, Amiche per Mano, prima in Italia e fra le prime in Europa, ha ottenuto la certificazione di conformità in base ai criteri di qualità delle linee guida di Europa Donna Italia, movimento che tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno.
«Generosa, intelligente e dal cuore grande»
Amiche per Mano, insieme a Grassi e alla Breast Unit, ricorda Paola Cornero come «una persona unica. Era generosa, intelligente, con un cuore grande grande. Ha dato tanto di sé a tutte noi. Ogni giorno, senza mai tirarsi indietro, nemmeno nei momenti più difficili. Ci ha insegnato che la malattia si può trasformare in forza, e che quella forza, condivisa, diventa un dono per tutte. Continueremo a camminare tenendoci per mano, come lei ci ha insegnato, portando avanti con lo stesso amore il progetto costruito insieme». Anche la fotografa Luisa Morniroli e la scrittrice Cristina Barberis Negra, fondatrici del progetto Sorrisi in Rosa, la ricordano come «una donna risoluta, che non si perdeva d’animo» e univa alla dolcezza una «straordinaria tenacia». La camera ardente è alla Casa del Commiato di via San Bernardino in città. I funerali si terranno al cimitero di Bergamo venerdì mattina alle 10.
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