Astori (Arriva): «Cinquanta bus in più per il ritorno in classe, ma mancano autisti»

Il direttore operativo di Arriva: «Con il doppio turno d’ingresso potremo trasportare i ragazzi in sicurezza. Servono però trenta conducenti».

Mancano poco di più di due settimane all’inizio delle scuole e mentre si stanno definendo gli organici degli insegnanti, gli occhi delle famiglie sono puntati anche sul trasporto pubblico locale. Il piano sperimentato l’anno scorso in provincia di Bergamo, e che alla ripresa dovrà tenere conto del rientro in classe al 100% degli studenti e del limite di capienza degli autobus all’80%, è ormai definito. Resta il doppio turno d’entrata e di uscita, con un aumento di corse non indifferente rispetto alla normalità degli anni scorsi. E così le aziende sono alle prese anche con un altro problema, quello del reperimento degli autisti: «Ne servono una trentina su un organico di circa 270 per la provincia di Bergamo – spiega Valentina Astori, direttore operativo di Arriva Italia –. Per questo le assunzioni sono proseguite anche ad agosto».

La ripresa delle lezioni è imminente e serve un rientro in sicurezza, anche sui bus. A che punto siamo?
«Stiamo lavorando dalla fine dell’anno scolastico: il tavolo coordinato dal prefetto ha previsto servizi aggiuntivi che, per quanto ci riguarda, si tradurranno con una cinquantina di mezzi in più. Con il doppio turno d’ingresso saremo in grado di trasportare i ragazzi in sicurezza. Le scuole preferirebbero un turno unico, ma le risorse fisiche non ce lo consentono. Sarà così almeno per i primi due mesi, poi vedremo se e cosa cambierà. Soprattutto nei primi giorni, poi, ci sarà un monitoraggio molto puntuale e attento e se ci sarà da fare accorgimenti, li faremo».

Non è un problema di risorse economiche?
«No. Da questo punto di vista, la provincia di Bergamo rappresenta un’eccellenza. In parte siamo già stati pagati per le spese che abbiamo sostenuto, e gli stanziamenti, anche a livello centrale, vengono fatti. Semmai, c’è il problema di reperire mezzi e autisti, concentrandoli in una stessa fascia oraria».

Avete aumentato l’organico?
«Siamo sempre in fase di assunzioni e di ricerca. Servirebbero una trentina di autisti, speriamo di trovarli presto. L’innalzamento dell’età a 24 anni, i tempi lunghi e i costi per fare la patente, poi, non aiutano. Sarebbe opportuno prevedere dei finanziamenti, anche a fondo perduto, per agevolare l’ottenimento della patente, perché in prospettiva è un problema che riguarderà tutta Italia, e non solo».

Ci sono corse o tratte che vi preoccupano in vista della ripresa della scuola?
«No. Al momento viaggiamo con i dati dell’anno scorso, vedremo poi cosa succederà con la campagna abbonamenti. I primi saranno comunque giorni di assestamento, ma non ci sarà bisogno di grandi modifiche».

Come si può garantire la sicurezza su autobus pieni per l’80%?
«Abbiamo previsto operazioni di sanificazione importanti, intensificandole rispetto al passato. Il carico è comunque ridotto, c’è l’obbligo della mascherina e gli autisti ormai sono abituati a vigilare, affinché le capienze siano rispettate. Tutte le precauzioni sono state messe in atto».

E se arrivasse l’obbligo del green pass anche sui bus locali?
«Dal punto di vista operativo determinerebbe aggravi di tempo non indifferenti; bisognerebbe riorganizzarsi in maniera importante. Ma lo vedo difficile, soprattutto sui mezzi urbani».

Settembre sarà un banco di prova anche per ritorno al lavoro. Ci avete pensato?
«Sì, ma a differenza degli studenti, non abbiamo dati sui lavoratori. Vedremo cosa succederà con l’acquisto dei titoli di viaggio. Al momento c’è senz’altro l’ulteriore incognita dello smart working, anche se credo che fino a fine anno sarà una prassi ancora molto utilizzata».

Un «piano B» lo avete?
«Se dovessero cambiare le percentuali di carico sì, altrimenti abbiamo comunque dei margini di sicurezza».

Intanto è partita la campagna abbonamenti.
«Sì, e con le tariffe invariate, nonostante ciò rappresenti un sacrificio per i gestori, in un periodo in cui solo i costi di pulizia sono cresciuti del 10-15%. Ciononostante pensiamo che l’obiettivo principale sia quello di riportare a bordo le persone e farle riavvicinare al Tpl con fiducia. Stiamo sostenendo la digitalizzazione, con incentivi agli utenti che acquisteranno l’abbonamento digitale (sul sito bergamo.arriva.it). I primi 1.100 riceveranno una gift card di 10 euro, mentre saranno applicati costi aggiuntivi (sempre di 10 euro, ndr) a chi verrà allo sportello o si farà spedire l’abbonamento a casa. Inoltre, riguardo agli abbonamenti annuali per gli studenti, va segnalato alla clientela che, quale ulteriore forma di incentivo al riavvicinamento al trasporto pubblico e beneficio derivante dalla fusione della ex Sab in Arriva, la validità degli annuali per i nostri clienti sarà di 12 mesi anziché di 10».

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