(Foto di bedolis)
L’INIZIATIVA. La giornata offerta dai giostrai per alcuni ospiti dei Centri del territorio. «Divertimento insieme».
Lettura 1 min.«È emozionante divertirsi insieme ed è un bellissimo modo per socializzare. Noi veniamo qui tutti gli anni e ogni volta non vediamo l’ora che arrivi questo momento». Roberta Muscatelli, Elena Scrofani e Claudio Carnevale sono tre delle circa 120 persone con disabilità che martedì 1° settembre, accompagnate da operatori e volontari, hanno partecipato alla tradizionale giornata che i gestori del Luna Park di Celadina dedicano proprio ai disabili aprendolo solo per loro dalle 10 alle 12, facendoli salire sulle giostre gratuitamente e in sicurezza.
«Per noi è importantissimo regalare due ore di spensieratezza a questi ragazzi – sottolinea Marco Ballarini, uno dei referenti del Luna Park –. Ci apre il cuore vederli entusiasti e siamo qui per farli divertire con la massima sicurezza». L’evento è nato dalla sinergia tra i gestori del Luna Park e il Comune. «Ringrazio i giostrai per il bel regalo che hanno fatto alla città e ai nostri ragazzi – afferma l’assessore alle Politiche sociali Marcella Messina –. Credo sia un momento importante anche per costruire ulteriori progettualità con chi ha voglia di mettersi a disposizione per la comunità».
All’iniziativa hanno aderito numerose realtà del territorio, tra cui centri diurni (Cdd), centri socio educativi (Cse), residenze sanitarie per disabili (Rsd) e comunità sociosanitarie (Css) provenienti dalla città e da tutta la provincia. «È un appuntamento annuale – evidenzia Pierluigi Rota, coordinatore dell’unità operativa del centro diurno disabili e del centro socioeducativo del Comune di Bergamo – che unisce divertimento e inclusione sociale. Questo evento non rappresenta solo un momento di svago, ma un gesto concreto di generosità da parte dei giostrai che hanno offerto gratuitamente l’accesso alle attrazioni e un rinfresco».
«Si tratta di un’iniziativa – conclude Rota – che conferma la sensibilità del mondo delle giostre bergamasche verso la fragilità, trasformando un luogo di svago in uno spazio di autentica inclusione per i cittadini: i partecipanti, infatti, vivono questo momento con gioia e si divertono socializzando con spensieratezza».
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