Bergamo: «Alle medie con coltello, martello e piede di porco»
LA DENUNCIA. Una mamma: «Due ragazzini trovati alla Donadoni in Città Alta con le armi negli zaini, la scuola non ha chiamato il 112».
Lettura 1 min.«L’insegnante ha visto che un ragazzino stava mostrando ai compagni qualcosa che aveva nello zaino. Quando si è accorta che si trattava di un coltello da cucina ha perquisito le cartelle e le giacche di tutti, trovando nello zaino di un altro ragazzino un martello e un piede di porco». A denunciare il grave episodio al nostro giornale sono la mamma e la nonna di due ragazzini che frequentano le medie Donadoni in Città Alta (preferiscono restare anonime a tutela dei minori, ndr).
«È successo la mattina di venerdì 17 aprile – raccontano – e ai genitori è arrivato solo un messaggio da parte della rappresentante di classe in cui ci avvisava che per motivi di sicurezza erano stati perquisiti gli zaini e le giacche di tutti gli studenti. Il lunedì successivo entrambi i ragazzi erano regolarmente in classe, so che i genitori sono stati convocati a scuola il mercoledì, ma ad oggi non ci risulta siano stati presi provvedimenti nei loro confronti, come ci saremmo aspettati. Non sono stati sospesi e sono venuti regolarmente a scuola. La dirigenza non ha chiamato il 112 e non ha avvisato i genitori di quello che era stato trovato negli zaini dei due ragazzini. Alla luce di quello che è successo alla scuola media di Trescore , ma anche in altri istituti in Italia, siamo veramente indignate anche perché stiamo insegnando ai nostri figli e nipoti l’educazione e il rispetto nei confronti degli altri e l’importanza di comportarsi bene. Che esempio possono trarre se vedono che i loro compagni possono venire a scuola armati senza avere conseguenze?».
La dirigente Rita Micco, contattata sull’episodio, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «Avrebbero dovuto chiamare subito il 112 – prosegue la nonna – invece ho chiamato io i carabinieri qualche giorno dopo, quando ho visto che non succedeva nulla, ma a quel punto era troppo tardi. La scuola ha preferito gestire la questione all’interno ma a noi sembra un episodio molto grave e ci è parso giusto denunciarlo pubblicamente».
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