(Foto di Bedolis)
LA FESTA. In piazza Vittorio Veneto l’appello della sindaca alla partecipazione e alla pace. Ricordati i quattro militari italiani morti in Bosnia Erzegovina.
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Bergamo
«Chi ci ha preceduto ha conosciuto il dramma di due guerre mondiali, la dittatura e le devastazioni materiali e morali che hanno segnato il nostro Paese. Ma ha anche saputo ricostruirlo e dare vita a una Repubblica democratica, fondata sui valori della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà». Ha intrecciato passato, presente e futuro la riflessione condivisa dalla sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, durante la tradizionale cerimonia istituzionale per il 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Mercoledì mattina 4 novembre in piazza Vittorio Veneto, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma e di numerosi cittadini e studenti, la prima cittadina ha voluto rivolgersi in particolar modo alle nuove generazioni, «rinnovando il nostro impegno per un’Italia unita, democratica e in pace». «A voi, ragazze e ragazzi, spetta il compito non soltanto di custodire questa eredità, ma di presidiarla ogni giorno con intelligenza critica e coraggio, respingendo ogni tentazione autoritaria o deriva antidemocratica, perché la democrazia non è una conquista garantita per sempre: vive della vostra partecipazione, della vostra capacità di pensare liberamente, di riconoscere e contrastare ogni forma di intolleranza e di difendere i diritti che le generazioni precedenti hanno conquistato anche a prezzo della vita».
Particolarmente commovente e sentito, durante le commemorazioni, il ricordo dei quattro militari italiani morti nei giorni scorsi in Bosnia Erzegovina. La giornata del 4 Novembre, a 108 anni dalla fine della Prima guerra mondiale, si è aperta presso la Rocca in Città Alta, con la benedizione da parte del delegato vescovile monsignor Giulio Dellavite, gli onori ai caduti e la deposizione delle corone d’alloro. Successivamente, in centro, sono state deposte le corone d’alloro a Palazzo Frizzoni e al monumento ai Fratelli Calvi.
L’apice delle celebrazioni istituzionali è stato, come di consueto, in piazza Vittorio Veneto, con gli onori ai labari, ai gonfaloni e alla massima autorità, la cerimonia di alzabandiera, gli onori ai caduti, la deposizione delle corone d’alloro alla Torre dei Caduti. Il prefetto Luca Rotondi ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il comandante del 3° Reggimento Aves Aquila, colonnello Nicola Carraro, quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, prima degli onori finali e della cerimonia di ammaina bandiera.
Nel pomeriggio visite gratuite alla Torre dei Caduti, dalle 15 alle 18, a cura del Museo delle storie di Bergamo. Alle 15 e 16 in Rocca passeggiata guidata tra i monumenti nel Parco delle Rimembranze, a cura di U.N.U.C.I. Bergamo con il patrocinio di Assoarma Bergamo.
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