Bergamo, il fieno dei prati urbani diventa una risorsa agricola
IL PROGETTO. Il Comune affida a un’impresa locale la fienagione di otto aree verdi: oltre 47 mila metri quadrati già sfalciati e trasformati in fieno.
Lettura 1 min.Bergamo porta la campagna dentro la città. Il Comune ha affidato a Danilo Salvi, imprenditore agricolo di Villa d’Almè, la fienagione di otto aree verdi sottoposte a sfalcio differenziato. Il primo intervento è stato completato su oltre 47 mila metri quadrati, pari a 4,7 ettari.
(Foto di Elena Catalfamo)
L’operazione non comporta costi per Palazzo Frizzoni: l’impresa si occupa del taglio, dell’essiccazione, della ranghinatura, della pressatura in rotoballe e del trasporto del materiale, trattenendo il fieno prodotto come compensazione. Un sistema che unisce manutenzione del verde, economia circolare e sostegno all’agricoltura locale.
Le aree interessate comprendono, tra le altre, gli ex Orti di San Tomaso, via David, gli spazi esterni al cimitero, la Greenway lungo il Morla, via Industria, Parco Ovest e Parco Carlo Leidi. In base alle caratteristiche dei terreni sono previsti due o tre tagli all’anno.
Il progetto si inserisce nel piano di sfalcio differenziato avviato nel 2023. Nel 2026 coinvolge 75 aree comunali per oltre 216 mila metri quadrati. Tagliare meno spesso consente alle piante spontanee di fiorire e disseminare, offrendo nutrimento e rifugio a insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi.
«Fare il fieno in città è una naturale evoluzione dello sfalcio differenziato», sottolinea l’assessora Oriana Ruzzini. L’erba, dopo aver completato il proprio ciclo, viene rimossa e torna utile all’attività agricola, in questo caso all’allevamento di cavalli.
Restano centrali le tutele ambientali: niente diserbanti o fertilizzanti chimici e attenzione alla fauna, alla nidificazione e alle zone di pregio naturalistico. Il verde urbano, così, non è più soltanto una superficie da tagliare, ma una risorsa capace di collegare città e campagna.
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