Bergamo, oltre 400 nuovi alberi nei quartieri: cure garantite per tre anni
IL PROGRAMMA. Piantumazioni da fine novembre, con interventi concentrati in nove quartieri. Il piano da 280mila euro prevede 58 specie e irrigazione a lento rilascio.
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Oltre 400 nuovi alberi ad alto fusto saranno piantati nei quartieri di Bergamo nella stagione autunno-inverno 2026/2027. I primi interventi sono previsti alla fine di novembre: l’obiettivo è completare la quasi totalità delle piantumazioni entro il 31 dicembre, per concludere i lavori entro febbraio 2027.
L’appalto, del valore di 280mila euro, è stato affidato alla ditta Il Girasole di Osio Sopra. Tra le novità, la cura delle piante a carico dell’impresa per le tre stagioni successive alla messa a dimora e la sperimentazione di sacchi per l’irrigazione a lento rilascio.
Nuovi alberi a Bergamo: i nove quartieri prioritari
Il nucleo principale degli interventi interesserà Boccaleone, Carnovali, Villaggio degli Sposi, Colognola, Malpensata, San Tomaso, Longuelo, Celadina e Campagnola.
Gli altri alberi saranno distribuiti nei restanti quartieri cittadini, tenendo conto anche delle indicazioni dei residenti raccolte attraverso Be tree. La piattaforma, nata nel 2024 dalla collaborazione tra le Reti di quartiere e il Servizio Verde pubblico, permette di segnalare le aiuole vuote da ripopolare.
58 specie per il verde urbano
La scelta delle piante segue criteri di adattamento climatico e resilienza. Saranno utilizzate 58 specie differenti, con un insieme di alberi autoctoni e alloctoni non invasivi.
La specie più presente sarà il carpino nero, affiancato, tra gli altri, da lagerstroemia, biancospino, parrotia persica, carpino bianco, ciliegio selvatico da fiore, tiglio e liquidambar. Ogni nuovo albero sarà censito e inserito nel database digitale del Verde comunale.
La diversificazione punta anche a favorire la biodiversità, offrendo risorse e habitat per l’avifauna e gli insetti impollinatori.
Irrigazione e sostituzioni: gli obblighi dell’impresa
La ditta dovrà occuparsi della cura e dell’irrigazione di soccorso per le tre stagioni successive alla piantumazione, garantendo l’attecchimento. Gli alberi che non attecchiranno dovranno essere sostituiti gratuitamente.
Per affrontare il rischio di ondate di calore ed estati siccitose, nelle aree logisticamente più critiche saranno utilizzati per la prima volta in città i sacchi per l’irrigazione a lento rilascio. Sono serbatoi rimovibili da circa 70 litri, collocati attorno al tronco, che distribuiscono l’acqua gradualmente nell’arco di circa otto ore, favorendo la bagnatura delle radici e limitando gli sprechi.
Ruzzini: «Più cura delle piante e attenzione alla biodiversità»
«Un piano invernale di messa a dimora che per la prima volta porta a tre anni la cura e la bagnatura delle piante, sperimentando anche i sacchi per l’irrigazione a lento rilascio», sottolinea l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini.
«Nella stagione calda, quando gli alberi hanno più bisogno di acqua, abbiamo anche la necessità di risparmio idrico: i sacchi sono particolarmente utili ad evitare gli sprechi», aggiunge l’assessora, richiamando l’attenzione dedicata alla varietà delle specie e al ruolo degli impollinatori: «Api, bombi, farfalle, vespe e coleotteri sono i veri motori invisibili della nostra catena alimentare».
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