Bergamo, per Palazzo della Libertà la svolta: i lavori partono ad agosto

l restyling Chiuso l’accordo con il Demanio. Gori: «L’edificio restituito alla fruizione della città». Fulcro degli eventi per la Capitale della Cultura.

L’ultima volta che l’atrio di Palazzo della Libertà è stato aperto alla città era il 2018, con la mostra sul concorso per la riqualificazione del Centro Piacentiniano. «È stato un modo per iniziare a mettere piede nell’edificio e far cogliere la sua particolarità, un’anticipazione di quello che era nelle nostre intenzioni» confida l’assessore alla Riqualificazione urbana del Comune di Bergamo Francesco Valesini.

Che ieri, in Giunta, ha presentato lo schema di concessione stretto con l’Agenzia del Demanio, documento che restituisce alla città, dal 1° agosto e per i prossimi 19 anni, 2.241,87 metri quadri dello storico edificio firmato dal Bergonzo, fulcro delle attività per il 2023, quando Bergamo e Brescia saranno Capitale della Cultura. Parte del Palazzo sarà sede di eventi culturali: il piano terra che si affaccia sulla piazza (ad eccezione di una porzione su via Zelasco) e una parte del primo piano dove si ricaveranno spazi anche per il nuovo Centro per l’impiego (resteranno alcuni uffici della Prefettura).

Lo schema sarà discusso venerdì in 3ª Commissione consiliare e in Consiglio comunale la prossima settimana, risultato di sette anni di interlocuzioni, lavoro di incastro tra funzioni ed esigenze fra più enti: Comune di Bergamo, Demanio, Tribunale, Provincia di Bergamo e Prefettura. Due i nodi da sciogliere rispetto al primo protocollo siglato nel 2017, mai concretizzato per i mutati bisogni dei soggetti coinvolti: trovare una nuova sede all’Uepe - Uffici esecuzione penale esterna del Tribunale (oggi al piano terra) e la giusta dimensione per gli uffici e la sede della Prefettura, per i quali era previsto un trasloco dalla storica sede di via Tasso. Con il nuovo assetto, gli uffici Uepe si sposteranno al terzo piano, mentre la Prefettura resterà dov’è.

Già dal 1° agosto il Comune avrà a disposizione i locali e inizierà a pagare l’affitto al Demanio (canone annuo di 99.750mila euro, compreso l’Auditorium che oggi viene dato in concessione per 6 anni per 40 mila euro) per metter mano ad alcuni spazi al piano terra e al primo, mentre dal 1° gennaio 2023 scatta il canone per l’Auditorium (la concessione era in scadenza a fine anno) e per gli spazi Uepe. A breve il Demanio darà il via ai lavori al terzo piano per concluderli entro la fine di ottobre. Il Comune inizierà a pianificare i lavori di rifunzionalizzazione (per ora stanziati 200mila euro) dal 1° agosto, quando avrà a disposizione l’atrio e il primo piano (già vuoto), mentre lavorerà al primo piano da fine ottobre. Soddisfatto del risultato il sindaco Giorgio Gori: «È un importante risultato l’essere riusciti, dopo decenni, a restituire alla fruizione dei cittadini un’ampia porzione di Palazzo della Libertà, edificio di rilievo storico e monumentale che a partire dal 2023 concorrerà ad incrementare la dotazione di spazi culturali della città e rafforzare l’attrattività dell’asse che da piazza della Repubblica si snoda, attraverso la rinnovata piazza Dante, fino al Centro Piacentiniano.

A breve il Demanio darà il via ai lavori al terzo piano per concluderli entro la fine di ottobre

Ringrazio tutte le istituzioni e con loro l’assessore Valesini, che vi ha dedicato un grande impegno». Il Demanio, dopo lo sblocco dei fondi (grazie a un emendamento presentato dai deputati bergamaschi del Pd lo scorso dicembre) partirà ad agosto con i lavori di restauro sulle facciate: «L’Agenzia ha concluso le indagini di vulnerabilità sismica e avviato i lavori di riqualificazione: si parte dalla facciata principale, per passare a quelle laterali e si interverrà anche su coperture e spazi interni investendo circa 3 milioni di euro – dichiara il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme –. La sinergia con le amministrazioni coinvolte è massima per accelerare e rispettare i tempi: l’edificio sarà entro fine anno nella piena disponibilità della città di Bergamo, Capitale della Cultura».

«La soluzione che abbiamo raggiunto va nell’interesse di tutti, in primo luogo della città, grazie alla valorizzazione del palazzo – aggiunge il prefetto Enrico Ricci –. L’utilizzo per finalità di tipo culturale, mal si conciliava con il trasferimento dei nostri uffici, nel contempo abbiamo ottenuto l’abbattimento dei costi su via Tasso, sede storica della Prefettura. Nel Palazzo della Libertà manteniamo gli uffici amministrativi, come l’ufficio immigrazione, ragioneria, polizia amministrativa». Della partita la Provincia di Bergamo: «È un’ottima notizia la restituzione alla fruizione della cittadinanza un luogo storico e di pregio come Palazzo della Libertà - commenta il presidente Pasquale Gandolfi -. La Provincia è lieta di aver contribuito al risultato che ci dà oltretutto l’importante possibilità di trasferire parte del Centro per l’impiego dagli attuali uffici in zona periferica a questi nuovi spazi nel cuore della città».

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