Bergamo, ponte aperto in via San Bernardino. «Festa» a colpi di clacson
VIABILITÀ. Dopo 424 giorni di chiusura, sottopasso percorribile in entrambe le direzioni. Gli automobilisti «salutano» l’evento. I commercianti: «Non vedevamo l’ora».
Lettura 2 min.Dopo 424 giorni di chiusura, qualcuno si era segnato la data di riapertura del ponte di via San Bernardino sul calendario, con tutta l’intenzione di entrare in città percorrendo la strada da mesi inibita al traffico il prima possibile. Perché venerdì 30 ottobre, intorno alle 18.50, dieci minuti prima della riapertura ufficiale annunciata nei giorni scorsi, una dozzina di mezzi, tra auto, moto e pure un autobus, già erano accodati aldilà del ponte della ferrovia, in attesa che anche il secondo fornice aprisse al traffico, verso Largo Tironi. E così è stato: alle 19 in punto la viabilità su San Bernardino è stata ripristinata in entrambi i sensi di marcia.
C’è chi festeggia
È quasi liberatorio il gran vociare dei tecnici e degli operai dell’impresa, la «D’Agostino», a cui Rfi ha affidato i lavori per il raddoppio della linea Bergamo-Ponte San Pietro, partiti il 1° settembre 2025, con plurimi ritardi accumulati (il ponte doveva essere riaperto lo scorso maggio, poi a luglio e ad agosto). «Ce l’abbiamo fatta» dice ripetutamente un tecnico ai colleghi mentre si scambiano un cinque. Per riaprire il ponte non è bastato togliere la transenna, le operazioni sono andate avanti per tutta la giornata di venerdì 30 ottobre, ma anche giovedì 29, con le asfaltature, la nuova segnaletica orizzontale, la sincronizzazione dei semafori, anche quelli della e-Brt. Il primo a ripercorrere la strada finalmente riaperta è stato un motociclista in sella ad uno scooter, poi alcune auto e un autobus di Arriva, qualcuno suona pure il clacson a festa. La chiusura del ponte, snodo cruciale, è il simbolo dei ritardi dei cantieri ferroviari aperti in città, sui quali lo stesso Comune di Bergamo ha chiesto lumi, con pressing al ministero delle Infrastrutture. La riapertura di venerdì 30 ottobre rappresenta quindi un primo segnale lanciato dall’impresa di Avellino, dopo che Rfi, a fine settembre, ha avanzato la richiesta di risoluzione del contratto al Collegio consultivo (che ancora non si è espresso).
Boccata d’ossigeno per i negozi
Intanto venerdì 30 ottobre, nel pomeriggio, gli operai erano al lavoro in zona largo Tironi e non solo per le attività propedeutiche alla riapertura di via San Bernardino. Escavatori e mezzi pesanti erano in azione aldilà delle transenne e sopra il ponte. Per i commercianti della zona, che sin dalla chiusura del ponte avevano denunciato ripercussioni sulla loro attività, è stata una giornata importante.
«Non vedevamo l’ora»
Dietro ai banconi, nel pomeriggio, qualcuno era pronto a brindare. Tirano il fiato dalla tabaccheria di via San Bernardino, che nei mesi scorsi segnalava le difficoltà per i negozi di vicinato che hanno visto azzerati gli acquisti dei clienti di «passaggio». «Non vedevamo l’ora – aggiungono Monica e Alessandra, titolari di «Color Hp», negozio di acconciature di via San Bernardino -. Questa chiusura è durata troppo, raggiungere il centro è stato un incubo in questi mesi».
Il calendario dei lavori
La situazione resta però delicata. I lavori proseguiranno fino a giugno 2027 e da gennaio sono previste altre chiusure dei fornici del ponte ferroviario, garantendo però il transito sempre in entrambe le direzioni. Da metà gennaio sono già in programma chiusure notturne per demolire le strutture esistenti; dalla fine di gennaio, per circa 60 giorni, il cantiere interesserà di nuovo il fornice ovest, mentre il transito in entrambe le direzioni sarà garantito in quello est.
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