Carabinieri in festa a Bergamo: «212 anni di lealtà e dedizione»

L’ANNIVERSARIO. Consegnati 29 encomi, plauso ai militari per le indagini sugli omicidi di Terno e Costa Volpino. Il comandante Sauco: «Ogni giorno a servizio della comunità». Il prefetto Rotondi: «Una presenza capillare».

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Un lungo applauso ha salutato i carabinieri protagonisti delle indagini su due dei delitti che più hanno segnato la Bergamasca nell’ultimo periodo: ovvero l’omicidio di Sharon Verzeni, accoltellata a Terno d’Isola nell’estate 2024 da Moussa Sangare, e quello di Sara Centelleghe, uccisa nell’ottobre 2024 a Costa Volpino dal vicino di casa Jashan Deep Badhan.

La consegna degli encomi ai militari che hanno risolto i casi grazie ad una fitta attività investigativa, consentendo di individuare e assicurare rapidamente alla giustizia i responsabili della morte delle due giovani donne, è stata uno dei momenti più sentiti della celebrazione del 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, ospitata venerdì 5 giugno nella caserma di via delle Valli sede del Comando provinciale di Bergamo, dove in mattinata è stata deposta una corona d’alloro in ricordo dei caduti e nel pomeriggio c’è stata la sentita commemorazione istituzionale, alla presenza di un nutrito schieramento di carabinieri in armi, composto da una rappresentanza di tutti reparti dell’Arma operanti in provincia, e dinanzi alle autorità civili, militari e religiose, rappresentanti del mondo della giustizia, associazioni d’Arma e numerosi sindaci e politici bergamaschi.

In un anno 800 denunciati e 800 arrestati

Complessivamente sono stati premiati 29 militari che si sono distinti in servizio, protagonisti di indagini complesse, arresti, attività di soccorso e interventi particolarmente significativi, in una «cerimonia dedicata a sacrificio, professionalità e servizio alla comunità». Nel suo intervento il comandante provinciale, colonnello Salvatore Sauco, ha richiamato il forte legame tra l’Arma e il territorio bergamasco, sottolineando l’impegno quotidiano dei militari: «Sono uomini e donne che ogni giorno antepongono alle esigenze private la loro dedizione e un profondo spirito di servizio alla comunità», ispirando il proprio operato a «lealtà, fedeltà, onestà, altruismo, solidarietà e umanità». Il comandante ha evidenziato anche il ruolo della cinquantina di stazioni presenti in provincia, definite «luoghi di accoglienza, di ascolto e presidio di sicurezza», ricordando i numeri dell’ultimo anno: «Oltre 70mila servizi preventivi sul territorio, con l’Arma che ha proceduto per più del 90% dei reati denunciati in provincia. Circa 8.200 le persone denunciate e circa 800 quelle arrestate. Ampia anche l’attività nelle scuole, con circa 700 classi incontrate e più di 17mila studenti coinvolti nei progetti sulla legalità, oltre alle campagne contro le truffe agli anziani che hanno raggiunto oltre 6mila cittadini».

Le storie dietro ai 29 encomi

Tra i riconoscimenti consegnati, un encomio solenne è stato attribuito all’appuntato scelto Angelo Platamone, oggi al Nucleo informativo di Bergamo, per il contributo fornito in Calabria a un’indagine su tre consorterie di ’ndrangheta dedite alla coltivazione e allo spaccio di stupefacenti. Tra i 28 encomi semplici figurano quelli ai militari del Nucleo investigativo di Bergamo che sono risaliti al responsabile del delitto di Terno: capitano Danilo Di Fonzo, luogotenente carica speciale Giuseppe Cappelli, maresciallo maggiore Carlo Giuseppe Airoldi, maresciallo capo Antonio Fortunato, brigadieri Pietro Pastore, Luca Meinero, Valentino Dogna e Alessandro Cirillo,vice brigadiere Armando Caramanica, appuntato scelto qualifica speciale Michele Pannullo, appuntato scelto Riccardo Spadaro, appuntato Mirco Polito e carabiniera scelta Alessandra Genuardi.

Encomio semplice anche al maggiore Gerardo Tucci e al vice brigadiere Daniele Romito della tenenza di Zingonia per un’operazione che ha smantellato un gruppo criminale dedito allo sfruttamento della prostituzione, alle estorsioni e allo spaccio di droga. Premiati inoltre i marescialli capo Katia Corazza, Enrico Maria Fallone e Vittorio Adesso per un’attività investigativa che ha portato all’arresto di quattro giovani responsabili di gravi episodi violenti in Val Seriana. Riconoscimento al brigadiere Riccardo Petillo che, libero dal servizio, ad Arzago d’Adda affrontò due malviventi intenti a compiere un furto in abitazione, riuscendo a bloccarne uno dopo una colluttazione. Encomio anche ai militari che hanno risolto il caso dell’omicidio di Costa Volpino: il maresciallo capo Antonio Fortunato, il maresciallo capo Marco Ceraulo, il brigadiere Alessandro Cirillo, il brigadiere capo qualifica speciale Andrea Turchi e la carabiniera scelta Alessandra Genuardi.

Tra gli altri premiati il maresciallo ordinario Michele Lovecchio e il brigadiere Enrico Gazzola per un’indagine su una truffa ai danni di un’anziana tra le province di Bergamo e Milano; il maresciallo maggiore Diego Nossa che, libero dal servizio, a Caravaggio soccorse una donna vittima di rapina contribuendo all’arresto dell’aggressore; e la carabiniera Mariangela Moscogiuri della stazione di Osio Sotto, che ha salvato un anziano colto da una grave crisi epilettica impedendone il soffocamento.

Sauco: lascerò Bergamo

A consegnare i riconoscimenti il prefetto di Bergamo, Luca Rotondi, che a margine ha rimarcato il «valore del lavoro svolto dall’Arma»: «I carabinieri rappresentano una presenza capillare e indispensabile per la sicurezza della provincia». La cerimonia è stata infine segnata dal saluto del colonnello Sauco, che ha annunciato il suo prossimo trasferimento dopo tre anni alla guida del Comando provinciale. «Tra pochi mesi lascerò questa provincia per una nuova esperienza professionale. Grazie per l’affetto e la collaborazione ricevuti». «Ricorderò sempre questo periodo come uno dei più belli della mia vita professionale», ha concluso, salutato da un fragoroso applauso.

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