Chirurgia maxillo-facciale, 40 interventi complessi in attesa per colpa del Covid

Ospedale Papa Giovanni XXIII Il primario Cassisi: «C’è la necessità di ridurre le liste, soprattutto quelle pediatriche». Il ds Pezzoli: «Per tutti i reparti nel 2022 programmate 800 operazioni in più».

Chirurgia maxillo-facciale, 40 interventi complessi in attesa per colpa del Covid
Antonino Cassisi, primario della Chirurgia maxillo-facciale

Il Covid ci ha messo del suo e ora l’attesa per un’operazione può sfiorare persino i due anni. Quaranta interventi «complessi» da eseguire al più presto, più una serie di altre operazioni urgenti che arrivano quasi ogni giorno da tutta la Lombardia e, in coda, un’altra lista di interventi di routine. Il reparto di Chirurgia Maxillo-facciale del «Papa Giovanni XXIII» scoppia, i bambini che aspettano un’operazione per correggere una deformazione congenita aumentano, e i medici - che pure non mancano - non riescono a operare come e quanto vorrebbero. Il motivo? Per il primario del reparto, Antonino Cassisi, è la mancanza di infermieri, anestesisti e altre figure professionali che lavorano in sala operatoria. Risultato: nelle tre sedute settimanali concesse al reparto, si riescono ad effettuare in media 4-5 operazioni; raramente si riesce ad arrivare alle 9 che potrebbero essere effettuate, a pieno regime, se si trattasse solo d’interventi di routine.

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