Coltello a scuola a Bergamo, «due sospesi»: ora in campo anche la questura

IL CASO. Alla «Donadoni» di Città Alta una circolare della preside dopo la denuncia a «L’Eco»: «Niente martelli o piedi di porco, ma coltello e attrezzo da palestra».

Parla dell’avvio di un «percorso di riflessione con gli studenti coinvolti» e dell’attivazione di «procedimenti disciplinari previsti dal regolamento di istituto, con una finalità educativa oltre che sanzionatoria» la circolare che la preside delle scuole medie Donadoni, Rita Micco, ha inviato martedì mattina ai genitori degli studenti in merito a quanto avvenuto venerdì 17 aprile e riportato martedì 28 aprile da L’Eco. Ovvero che gli zaini e le giacche degli studenti erano stati perquisiti dalle insegnanti dopo che una docente aveva notato che uno studente stava mostrando ai compagni un coltello da cucina.

«Sono stati trovati un coltello e un manubrio da palestra», la scuola si è «attivata immediatamente secondo le procedure previste: l’oggetto è stato rinvenuto e gestito con regolare verbalizzazione e riconsegna alla famiglia»

Gli studenti avevano poi riferito di aver visto «un martello e un piede di porco nello zaino di un altro ragazzino». Nel merito, la circolare smentisce la presenza di questi ultimi oggetti, mentre conferma che «sono stati trovati un coltello e un manubrio da palestra» e che la scuola si è «attivata immediatamente secondo le procedure previste: l’oggetto è stato rinvenuto e gestito con regolare verbalizzazione e riconsegna alla famiglia».

Il 112 non allertato

Tuttavia non risultano chiamate al 112 e anche questo aspetto ha aumentato la preoccupazione e gli interrogativi dei genitori, soprattutto dopo quanto accaduto a Trescore, dove una prof era stata accoltellata da uno studente proprio alle medie. Anche per questo, a seguito della pubblicazione della notizia, anche la questura è scesa in campo e ha preso contatti con la scuola e avviato i relativi approfondimenti. A martedì non risultavano provvedimenti.

Zaini perquisiti

Quanto alla perquisizione degli zainetti dei ragazzi, la preside nella sua circolare spiega che sarebbe avvenuta «in un clima di collaborazione e di rispetto». Di questo fatto «le famiglie sono state informate al termine della giornata tramite comunicazione sul registro elettronico» e i «Consigli di classe hanno avviato un percorso di riflessione con gli studenti coinvolti e sono stati attivati procedimenti disciplinari previsti dal regolamento di istituto, con una finalità educativa oltre che sanzionatoria» con l’obiettivo di «accompagnare i ragazzi a comprendere quanto accaduto e a maturare consapevolezza». Ieri non è stato possibile parlare con la preside sulla vicenda.

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La mamma che ha denunciato l’accaduto ha ribadito l’«assoluta mancanza di comunicazione da parte della scuola» sull’episodio, appunto fino alla circolare diramata solo il 28 aprile: «Chiaramente a seguito di quanto uscito sul giornale – spiega – e non mi pare corretto perché un fatto del genere andrebbe subito riferito. Un nostro parente frequenta le elementari e, a seguito di una lite tra ragazzini, i genitori sono stati subito informati ed è stata anche indetta una riunione straordinaria con tutti i genitori. Noi siamo davvero indignate per l’accaduto, visto anche quanto è avvenuto nella scuola di Trescore: un episodio che dovrebbe aver aumentato l’attenzione verso questi temi legati alla sicurezza, mentre non ci risulta che sia stato chiamato il 112, anche se in presenza “solo” di un coltello e di un manubrio da palestra e non anche di un piede di porco e di un martello. Dall’episodio, avvenuto venerdì 17 aprile , sono trascorsi tanti giorni, durante i quali non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale». Ieri, come detto, anche la polizia di Stato ha avviato i dovuti accertamenti – contattando la scuola – per capire cosa sia effettivamente accaduto, come mai non siano state avvisate le forze dell’ordine e se vi siano gli estremi per configurare un qualche reato.

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