Crisi idrica: ordinanze anti spreco in 60 paesi della Bergamasca
SICCITÀ. Peggiorata la situazione delle sorgenti. La richiesta di Uniacque pure per alcuni Comuni del Sebino. Resistono le alte valli grazie ai temporali.
Lettura 3 min.La situazione del sistema idrico potabile della Bergamasca continua a peggiorare. E infatti saranno circa 60 i Comuni ai cui Uniacque chiederà di emettere un’ordinanza per vietare ai rispettivi abitanti l’uso dell’acqua potabile diverso dagli utilizzi alimentari e igienico sanitari. Lunedì 10 agosto la stessa società, che gestisce il sistema idrico integrato della provincia, aveva parlato di un numero fra 20-30. E ciò dimostra come la situazione sia in repentino peggioramento.
Niente pioggia: serve ridurre i consumi
«Le telemetrie di martedì 11 agosto – sostiene il presidente Luca Serughetti – e le previsioni meteo (che non danno possibili precipitazioni fino alla prossima settimana, ndr) ci hanno portato ad aumentare il numero dei Comuni interessati dalla richiesta di riduzione dei consumi». Le aree geografiche, invece, sono quelle già annunciate.
Interessate Isola, Valli Imagna e Bassa Brembana
A questo punto, però, i confini delle zone in cui per Uniacque è arrivato il momento di dare una stretta sui consumi ritenuti superflui della risorsa idrica si sono estesi. Si tratta infatti di tutta l’Isola bergamasca (mentre lunedì si parlava solo della parte fra Palazzago, Pontida e Capriate), dell’intera Valle Imagna (inizialmente l’attenzione era solo sulla parte fra Roncola e Brumano) e della Bassa Val Brembana. Per descrivere la situazione di criticità in cui ci si trova, Uniacque ha diffuso un comunicato in cui esamina lo stato delle sorgenti che alimentano le cisterne collegate alle case.
Solo usi alimentari e igienici
«Riserve idriche già debilitate dal fisiologico aumento dei consumi da parte della popolazione e, in alcune zone, anche dal turismo stagionale»
Alcune sorgenti sono arrivate a perdere fino al 40% della loro disponibilità: «Il perdurare della totale assenza di precipitazioni – si legge sul comunicato – assieme alle elevate temperature e le previsioni meteorologiche per la settimana corrente, che indicano il persistere della grave siccità, stanno incidendo negativamente sulle riserve idriche locali, già debilitate dal fisiologico aumento dei consumi da parte della popolazione e, in alcune zone, anche dal turismo stagionale che nel mese di agosto vede il picco di presenze».
Da qui, quindi, la decisione di Uniacque di chiedere ai sindaci di 60 Comuni di emettere un’ordinanza attraverso cui vietare l’utilizzo dell’acqua potabile per usi diversi da quello alimentare e igienico sanitario. Lo scorso mese la società aveva già inviato a tutti i Comuni della Bergamasca l’invito a valutare l’adozione di ordinanze che raccomandassero ai cittadini di evitare utilizzi non essenziali dell’acqua.
Tra i divieti, riempire piscine e lavare auto
Questa volta, invece, la richiesta che verrà inviata sarà quella di emettere un divieto vero e proprio. E, per esattezza, le limitazioni che verranno richiesti ai Comuni dove sono state registrate difficoltà nel rifornimento dell’acqua, sono il divieto di irrigazione di giardini, prati e orti in tutte fasce orarie (prima di oggi, invece, questa pratica era consentita nelle fasce orarie notturne); il divieto di riempimento di piscine, vasche da giardino e fontane ornamentali; e, poi, il divieto di lavaggio di cortili, piazzali e autovetture. I responsabili di zona di Uniacque ora contatteranno mano a mano i Comuni interessati.
Coinvolti anche alcuni paesi del Sebino
Non sono, però, interessati solo l’intera Isola, l’intera Valle Imagna e la bassa Val Brembana. L’invito a ridurre i consumi ritenuti superflui di acqua verrà inviato anche ad alcuni comuni del Sebino. Uniacque nel suo comunicato traccia poi la situazione delle altre zone della Bergamasca che, fortunatamente, non stanno presentando pesanti criticità. «L’Alta Val Brembana e l’Alta Val Seriana – si legge – non hanno allo stato attuale particolari problemi grazie a precipitazioni temporalesche occorse nei giorni scorsi».
Riserve in pianura
Mentre nella pianura «i pozzi, sebbene fortemente stressati dall’elevato consumo, non rilevano abbassamenti significativi della falda». La situazione è, comunque, in continua evoluzione e nei prossimi giorni la difficoltà di rifornimento dell’acqua potabile potrebbe essere riscontrata in altre zone.
«Uniacque monitora giornalmente l’andamento della disponibilità idrica e mette in campo gli interventi necessari al fine di garantire il servizio essenziale a tutti i cittadini»
«Uniacque – concludono dalla società – monitora giornalmente l’andamento della disponibilità idrica sul territorio provinciale e mette in campo gli interventi necessari al fine di garantire il servizio essenziale a tutti i cittadini che invita, ancora una volta, ad adottare comportamenti virtuosi e sostenibili».
Previsti altri due step, ma mai attuati finora
Se questi comportamenti non dovessero risultare sufficienti, Uniacque ha un piano di emergenza che prevede anche altre azioni. Una prevede la riduzione della disponibilità della risorsa idrica: ciò significa che, in alcune ore della giornata, la fornitura dell’acqua viene ridotta; l’ultima, quella più grave, è l’invio nella piazze di autobotti. A quanto affermano dalla società fino ad ora non è mai stato necessario ricorrere a nessuna di queste ultime due azioni.
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