Doppio prezzo, i benzinai si adeguano. Ma anche a Bergamo tornano gli aumenti

LA NOVITÀ. In vigore l’obbligo di esporre la tariffa dell’impianto e quella regionale o nazionale. E il costo del carburante ha ripreso a salire: in città impossibile trovare la benzina a meno di 1,85 euro al litro.

Da martedì primo agosto i gestori delle stazioni di servizio di tutta Italia esibiscono, accanto alle tariffe del proprio impianto, anche quelle medie nazionali (nei distributori sulle autostrade) o regionali (negli altri casi), in modo da favorire il confronto da parte dei consumatori, come stabilito dal governo nel decreto benzina. I cartelli con l’esposizione del doppio prezzo hanno fatto capolino anche nei distributori di Bergamo e provincia. Consultato l’apposito portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con le cifre del giorno, i benzinai orobici hanno affisso l’avviso e lo stesso faranno, a cadenza giornaliera, da qui in avanti, pena l’incorrere in multe fino a duemila euro.

I prezzi salgono

I dati esposti il primo agosto in Lombardia, sulle strade ordinarie, erano 1,774 euro per il gasolio (self), 1,911 per la benzina (self), 0,668 per il Gpl (servito) e 1,388 per il metano (servito). Mentre nella rete autostradale i prezzi medi erano più alti: gasolio self a 1,854 euro, benzina self a 1,984, Gpl servito a 0,837 e metano servito a 1,540.In una sorta di effetto domino, il costo della benzina è cresciuto: a Bergamo è praticamente impossibile trovare la benzina a meno di 1,85 euro al litro. L’apice, in città, è stato registrato nelle vie Martinella (2,189), Borgo Palazzo (2,144) e Correnti (2,139) per quanto riguarda la benzina in modalità servito. Nel resto della Bergamasca, hanno superato il muro dei 2,2 euro al litro per la benzina (servito) le stazioni di servizio sull’autostrada a Osio Sopra (2,362) e Caravaggio (2,249). Mentre le tariffe self più care sono state registrate, sempre sulla base dei dati del primo agosto, a Valbrembo (2,059) e San Pellegrino Terme (2,044).

I benzinai protestano

«L’obbligo di esporre il cartello con i prezzi medi è un’incombenza in più, con il rischio di errori e dimenticanze per i benzinai, passibili di sanzione, e nessuna utilità per la clientela, che è invece confusa da questa novità - ha spiegato Renato Mora, presidente del Gruppo benzinai Ascom Confcommercio Bergamo e gestore di una stazione di servizio a Dalmine -. Se il problema è la trasparenza, rispondo che questa è sempre stata una prerogativa della nostra categoria. Se invece la questione è la speculazione dei prezzi dei carburanti, ricordo che noi benzinai applichiamo le tariffe che ci vengono imposte dalle compagnie. Nella Bergamasca, dove tutti abbiamo esposto il cartello, resta il fatto che questa misura non dà vantaggi al cliente e tantomeno a noi, che ne usciamo penalizzati. Con i vertici della Figisc stiamo studiando la norma, che va chiarita, perché c’è il rischio che il benzinaio, obbligato ad aggiornare quotidianamente il cartello con i prezzi medi, non abbia diritto al riposo e alle ferie».

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