Facoltà di Medicina col «Papa Giovanni»: «Alla Regione la regia del confronto»

L’ORDINE DEL GIORNO. Proposta del consigliere regionale Giovanni Malanchini per chiedere alla Giunta di aprire un tavolo con Università e Asst: «Tempo di valorizzare il nostro ospedale». Settimana prossima discussione in Aula.

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La soglia che si prova finalmente ad attraversare è quella che separa il dibattito pubblico dal confronto istituzionale vero, per verificare concretamente la possibilità di sviluppare la formazione universitaria in ambito medico a Bergamo con il coinvolgimento dell’Università di Bergamo e all’interno dell’Asst Papa Giovanni XXIII. Dopo mesi di dibattito, la proposta approda ora, nero su bianco, in Consiglio regionale. Il consigliere regionale della Lega Giovanni Malanchini ha infatti depositato un ordine del giorno (sottoscritto anche dai colleghi di partito Alessandro Corbetta, Emanuele Monti, Riccardo Vitari, Alessandra Cappellari, Riccardo Pase e Andrea Sala), per impegnare la Giunta lombarda ad avviare un percorso di approfondimento istituzionale sul tema.

L’iniziativa raccoglie il confronto sviluppatosi negli ultimi mesi sul territorio, aperto a gennaio da un editoriale del direttore de L’Eco di Bergamo Alberto Ceresoli e poi alimentato dagli interventi di università, mondo economico, sanitario e della ricerca. Un dibattito che ha fatto emergere un orientamento condiviso, attorno alla necessità di valorizzare ulteriormente il patrimonio di competenze costruito attorno al Papa Giovanni XXIII e ragionare su una crescita del ruolo universitario dell’ospedale, all’interno di una visione di sistema.

«Il tema è quello di portare a livello istituzionale il dibattito molto positivo che si è aperto a Bergamo e che ha visto ancora una volta una comunità unita sulla condivisione dell’idea che abbiamo una grande ospedale e un’università di alto livello – conferma Malanchini –. Una discussione che ha visto la condivisione unanime di un tema fondamentale, vale a dire quella di continuare a valorizzare il nostro grande ospedale non solo in termini di servizi - cosa che peraltro stiamo già facendo, con tanti investimenti sulle attrezzature e sull’ottava Torre -, ma dal punto di vista anche della formazione professionale. Per questo chiediamo alla Giunta di essere attore proattivo per far sedere al tavolo tutte le istituzioni coinvolte».

Le ipotesi in discussione

Nel confronto di questi mesi sono emerse diverse ipotesi in merito alle direttrici di sviluppo da intraprendere. Da un lato il riconoscimento del Papa Giovanni come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), traguardo ritenuto coerente con il livello di attività clinica e di ricerca espresso dall’ospedale; dall’altro la possibilità di consolidarne il ruolo di polo universitario, fino a valutare la nascita di una Facoltà di Medicina a Bergamo con capofila l’Università. Un progetto immaginato come un corso capace di integrare assistenza, ricerca, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, organizzazione sanitaria e dimensione internazionale, facendo leva sulle eccellenze già presenti sul territorio: dall’Università di Bergamo alla collaborazione con Milano-Bicocca, dall’Istituto Mario Negri alle fondazioni Ferb e Anthem.

In questo quadro si inserisce l’ordine del giorno presentato mercoledì in Regione che punta ad aprire finalmente quel tavolo di confronto che finora è mancato, attribuendo alla Regione il ruolo di regia tra tutti i soggetti coinvolti.

Nel documento Malanchini e gli altri firmatari chiedono dunque alla Giunta regionale di «favorire il confronto istituzionale tra Regione Lombardia, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Asst Papa Giovanni XXIII e gli altri soggetti istituzionali e accademici competenti, al fine di approfondire e valutare le prospettive di nuove attivazioni e di sviluppo della formazione universitaria in ambito medico all’interno dell’Asst Papa Giovanni e le possibili evoluzioni della relativa offerta formativa». L’ordine del giorno impegna inoltre l’esecutivo regionale a «sostenere, compatibilmente con le risorse del bilancio regionale e nell’ambito della programmazione sanitaria, le iniziative condivise che dovessero emergere dal percorso di approfondimento istituzionale», favorendo l’integrazione tra assistenza, formazione, ricerca e innovazione, e a «valorizzare il ruolo dell’Asst Papa Giovanni XXIII quale centro di eccellenza del Servizio sociosanitario regionale per le attività assistenziali, formative, scientifiche e di ricerca, favorendone l’integrazione con il sistema universitario lombardo e con le reti regionali della ricerca e dell’innovazione».

Le reazioni

Sulla prospettiva aperta dall’ordine del giorno interviene anche il direttore generale del «Papa Giovanni» Francesco Locati: «L’Asst Papa Giovanni XXIII – sottolinea – esprime piena disponibilità a collaborare con le istituzioni coinvolte al fine di valorizzare l’altissima specializzazione clinica e la vocazione alla ricerca dell’ospedale».

«L’Università degli Studi di Bergamo esprime apprezzamento per l’iniziativa – è il commento del rettore Sergio Cavalieri – e conferma il proprio impegno a proseguire e rafforzare, insieme all’Università di Milano-Bicocca e all’Asst Papa Giovanni XXIII e agli altri soggetti istituzionali e del mondo della ricerca, la collaborazione già avviata per valorizzare le eccellenze accademiche, cliniche e scientifiche del territorio bergamasco nello sviluppo della formazione medica». La discussione dell’ordine del giorno è prevista nell’ambito della sessione di bilancio del Consiglio regionale della prossima settimana, tra martedì e giovedì.

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