Idraulici-truffatori con base a Gorle: sequestrati 197mila euro e un suv di lusso
IL BLITZ DELLA FINANZA. La coppia ha messo a segno un centinaio di raggiri nel nord Italia. Vittime minacciate e obbligate a pagare in nero: nel mirino anziani e fragili.
La loro base di partenza era nell’hinterland, a Gorle. Ma il loro campo d’azione era tutto il nord Italia con truffe messe a segno nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova e Lodi. Da quanto emerso finora il numero di persone coinvolte sarebbe decisamente più ampio e la Guardia di Finanza si aspetta di raccogliere ulteriori denunce. Il loro «lavoro» era ben pianificato e, a giudicare dai risultati, anche molto remunerativo. Avevano infatti un broker che si occupava di fare in modo che il loro numero fosse il primo quando un utente cercava nei motori di ricerca online un idraulico per un intervento urgente.
L’anziano picchiato nel Bresciano
Al telefono parlavano di preventivi tra i 50 ei 70 euro ma poi, quando erano in casa, il conto lievitava fino a superare i mille euro. A chi non pagava subito, in nero, rilasciavano una regolare fattura, cui aggiungevano l’Iva, che usavano per ottenere un decreto ingiuntivo per farsi pagare. Per chi si lamentava della cifra finale poi c’erano le minacce e, nel caso di un anziano della provincia di Brescia, anche le botte con una chiave inglese.
La coppia deve rispondere per truffa, estorsione aggravata, lesioni aggravate e anche malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio
Il blitz a Gorle
Deve rispondere di truffa, estorsione aggravata, lesioni aggravate e anche malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio la coppia di idraulici di Gorle, marito e moglie, che ha colpito in centinaia di abitazioni. Sedici diverse famiglie hanno finora presentato denuncia in un ufficio di polizia e la vicende è nelle mani della Guardia di Finanza di Brescia. Tra le vittime, figurano diversi anziani e persone fragili. Nelle scorse ore gli uomini delle Fiamme Gialle si sono presentati a casa della coppia: lui è un italiano di 38 anni, lei una 22enne di origini sudamericane, e hanno verificato che la ditta, di cui l’uomo è titolare e la moglie dipendente, dichiara entrate irrisorie ma che i due hanno uno stile di vita dal tenore decisamente elevato. La sproporzione tra i redditi dichiarati e quanto effettivamente percepito sarebbe, secondo chi ha indagato, di circa 400mila euro.
Fondi pubblici usati illecitamente
Tra contanti e disponibilità finanziare sono stati sequestrati 197mila euro oltre ad un Suv di lusso di recente immatricolazione del valore commerciale di oltre 50mila euro. La coppia è chiamata anche a rispondere della malversazione di erogazioni pubbliche. In una nota, la Guardia di Finanza spiega che «durante una perquisizione è stata rinvenuta la documentazione relativa a un finanziamento erogato all’impresa investigata (per 109.000 euro) da un istituto di credito e concesso da «Mediocredito Centrale», avvalendosi di una garanzia pubblica. Dalla documentazione acquisita sarebbe stato accertato che la somma finanziata sarebbe stata destinata a una finalità diversa da quella che aveva giustificato l’erogazione». Non era stata un «pagamento fornitori» come dichiarato ma «utilizzata per l’acquisto di un bene immobile a una asta telematica e – dopo solo un anno – rivenduto maturando una evidente plusvalenza, così generando una ipotetica condotta autoriciclatoria».
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